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Dalla Russia con....
Dopo aver letto alcuni racconti mi sono deciso a lasciare anche la mia testimonianza, non senza perplessità, ma mi chiedo quante possibilità ci sono che le persone coinvolte in questa storia finiscano proprio su questo sito? E se così fosse.. vuol dire che è destino.
Cominciamo dall’inizio.
Io vivo in una villetta a schiera capofila in una località residenziale tra Roma ed il mare. Circa un anno fa, la villetta “gemella” alla mia è stata acquistata da un facoltoso signore sulla sessantina, non per viverci, bensì per sistemarci quella che, credevo, fosse l’amante. Una ragazza bionda di rara bellezza, in seguito scoprii che aveva 23 anni, non altissima, circa un metro e sessantacinque, occhi verdi chiarissimi ed un fisico da infarto. Il mio giardino è visibile solo dalla loro casa, e viceversa, quindi se nessuno è in casa è un posto riservatissimo.
Quella santa mattina, avevo portato l’auto del meccanico che me l’avrebbe trattenuta per due giorni, quindi approfittai e non andai in ufficio.
Ah, io vivo solo, ho trentasei anni, non sono un Adone, ma nemmeno da buttare. Pratico sport da sempre quindi mi tengo ancora asciutto ed allenato, confesso che ho un discreto successo con le donne. Insomma, quella mattina avevo deciso di sistemare una montagna di carte che sovrastavano la mia scrivania. Lo studio si trova al piano di sopra e, da lì, il giardino dei vicini è ben visibile. Dalla finestra, attraverso la veneziana, mi accorgo che la ragazza, Natasha come tutte le russe di questo mondo, si stava sistemando per prendere il sole, era in costume da bagno, un bikini blu scuro che le stava da Dio. Si sdraia sul lettino in legno che Carlo, il suo “paparino” le ha comprato, e si mette a pancia sopra; le gambe erano nella mia direzione.
Io resto ad osservarla, è bellissima. Lei tira fuori un tubetto di crema da sole ed inizia a spalmarsela sulle gambe con aria assente. Poi è la volta delle braccia, io mi gusto quella danza, assaporando ogni carezza, non avrei mai pensato di invidiare una crema! Si sdraia e mette la crema sulla pancia, poi sale sulla scollatura e sul viso. Ora è pronta. Si gira a pancia sotto e lascia che il sole le baci il culo più bello che io abbia mai visto. Si slaccia il reggiseno per non avere segni sulla schiena, immagino, e si infila il costume tra le natiche per lo stesso motivo… Ora, dalla mia prospettiva sembra nuda. Io, confesso, ero eccitato. Decido che è meglio lasciar perdere e tornare alle faccende, quanto mi sbagliavo! Appena sto per allontanarmi dalla finestra lei si gira a pancia in su e toglie il reggiseno guardandosi in torno con aria furtiva. E’ sicura che nessuno la possa vedere e che io, l’unico in grado di farlo, sia in ufficio. I miei occhi non erano pronti a vedere quello che stava per accadere, e le mie coronarie nemmeno. Inizia ad accarezzarsi dolcemente la pancia e poi il seno, si sofferma sui capezzoli, sembra che li pizzichi.
Io resto alla finestra inebetito. Ora si sfiora i fianchi e, in fine, la sua mano passa sopra il costume, accarezzando con energia quella che dev’essere una passera da urlo. Ritrae la mano e la infila sotto al costume. Io sento il cuore alla giugulare. Vedo la mano gonfiare la licra, capisco che si sta massaggiando il clitoride, ha un’espressione dolce, porca, sognante. L’altra mano corre sui seni e li massaggia mentre intuisco che ha un dito dentro, forse due. In un gesto repentino unisce le gambe, le porta in alto e si sfila il costume, tra le chiappe riesco a vedere le grandi labbra strette, quasi a coprirsi l’un l’altra per il freddo causato dalla totale mancanza di peli. E si, ragazzi, depilata completamente. A quel punto io non ricordavo più che anno fosse, e cosa stavo facendo. Abbassa le gambe e le apre al massimo e ricomincia a toccarsi il clitoride con la punta delle dita, usa tutta la mano. Vedo il suo corpo vibrare. Penso che sia arrivato il momento di prendere la telecamera. Credo di averci messo meno di 4 secondi. Ora posso zoomare. Oddio. Sembra di essere lì… vedo tutto. E’ eccitatissima, ha due dita infilate dentro e se le spinge come se volesse infilarci tutta la mano. Il suo viso ha un’espressione mista a goduria e dolore, non so perché.
Non so quanto è durato quello spettacolo, so solo che il novanta per cento del mio sangue era confluito tutto nel pisello. Avrei potuto fare un buco sul muro. Ad un tratto i suoi movimenti accellerano vertiginosamente, la sua mano si fa quasi isterica, e lei freme e si inarca poi viene.
Credo che la mia espressione non sia sta mai così idiota. Lei si gira, forse per riposare, vedo che è indaffarata con qualcosa, poi vedo che ha preso il cellulare. Credo stia scrivendo un messaggio, magari a Carlo o a qualche amichetto; non credo che una ragazza così si accontenti di un sessantenne (senza nulla togliere ai sessantenni). Purtroppo anche il mio telefono di casa squilla, facendomi fare un salto, non mi ero accorto del silenzio che aveva avvolto quella fantastica esperienza.
Pronto, dico quasi infastidito.
Ti è piaciuto? Una voce giovane di donna con un marcato accento straniero, probabilmente russo.
Mi si è gelato il sangue. “Co-come? Chi è?” Come se non lo sapessi chi è…
“Lo sai chi sono.” Appunto.
“allora, ti è piaciuto o no?”
A quel punto ero sputtanato.. che dovevo fare? E sono stato al gioco.
“Certo che mi è piaciuto, sei bellissima” dentro mi me pensavo, “che cazzo dici??”
“Vuoi che continui?” la sua voce era calma e suadente, il suo accento è marcatissimo. Mi eccitava anche solo sentirla parlare.
“Certo” .. sono proprio un coglione.
“Da sola?” a quel punto il mio stato di semicoscienza se n’è andato a farsi sfottere per lasciare il posto ad uno stato post droga pesante, credetemi non capivo che cazzo stava succedendo.
“Si, da sola” giuro, l’ho detto! Sapete quando volevate dire destra e avete detto sinistra, rosso o nero, cip e ciop… beh io ho detto “Si, da sola”. Ancora non ci posso credere.
Fortunatamente, il mio pisello ha preso il controllo della situazione quando ha capito che il cervello stava per giocarsi quello che poteva essere uno dei posti più belli dove passare un paio d’ore.
“Voglio che ti infili il tubetto di crema”… non credevo di averlo detto.
“mmmm, mi stai guardando?”
“Si”. La situazione era così eccitante che riuscivo a malapena a tenere il controllo.
“Allora guarda…”
Prese il tubetto di crema, lo succhio come il migliore dei pompini, poi si allargò le labbra con le dita e cercò di infilarselo dentro, non credo sia stato facile, ma dopo pochi istanti lo spingeva dentro e fuori dolcemente.
“Così ti piace?”
“Si”. Lo so, lo so.. ma veramente non sapevo che dire.
“E ora? Ti stai toccando? Ce l’hai in mano?”
In verità avevo avuto la tentazione un paio di volte, ma avevo resistito. Lo tirai fuori.
“Si, ce l’ho. Vorresti vederlo?” Credo che se non fosse stata veramente in calore, mi avrebbe attaccato il telefono.
“Si, voglio che me lo sbatti dentro!” il suo fu quasi un mugolio…
“Allora vieni su da me” ora basta. Che cazzo. Ha 23 anni, io 36, non può mica condurre il gioco lei…
“Non posso venire io, devo stare a casa, vieni tu” dimostrazione che può condurre il gioco lei.
Quanto credete che ci abbia messo a: ricompormi, mettermi le scarpe, darmi una sciacquata, correre giù per due piani, uscire, percorrere il vialetto, arrivare al suo cancello, aprirlo, entrare ed arrivare alla porta di casa, suonare? Meno di quello che ci ho messo a scriverlo. Sicuro.
Mi aprì in vestaglia con un sorriso radioso.
“Entra”
Entrai e chiusi la porta, mi resi conto che era stato meglio così, l’interno arredamento di casa mia valeva come una sola delle poltrone che erano in salone.
“Vuoi qualcosa?” disse dandomi la spalle.
“voglio te” dissi.
“Allora prendimi” si girò e lasciò cadere la vestaglia, il suo corpo era perfetto. La pelle liscia soda. Un leggerissima peluria bionda brillava controsole.
L’ho tirata a me e l’ho baciata. Le nostre lingue si cercavano, si succhiavano, io le misi le mani sul culo mentre lei mi accarezzava la nuca.
Le baciai dolcemente il collo. Era così bella, così bionda, che sembrava di porcellana… avevo quasi paura di romperla.
“Non essere dolce, mi basta Carlo. E’ anche troppo delicato. Prendimi con forza!”
Non credevo alle mie orecchie…ai miei occhi ed ai miei polpastrelli.. in somma non credevo.
Le tirai la testa indietro per i capelli. La baciai più decisamente e poi la misi in ginocchio.
Lei si affrettò a sbottonarmi i pantaloni e frugò con le mani per trovare il cazzo.
Lo afferrò, accennò ad una sega, ma io ero fuori di me.. Le presi la testa e glielo spinsi in gola. Le tenevo la testa nelle mani e le facevo fare avanti e indietro velocemente, fino in fondo.. a volte avevo l’impressione che volesse rimettere. Forse spingevo troppo.
La scostai. “Ti piace così vero?”
“Si, si, dammelo ancora!” roba da film porno.. incredibile.
Lo teneva con entrambe le mani e la sua testa sembrava impazzita, era velocissima, io stavo impazzendo.
Ad un tratto si fermò. Aveva il mio cazzo tutto in bocca, tolse le mani e restava ferma… poi sentì che la lingua mi stava massaggiando l’asta. Pensai che fosse meglio come faceva prima.. ma ero solo frettoloso… dopo pochi istanti cominciai ad apprezzare quel massaggio, sotto con la lingua, sopra con il labbro. Nel frattempo succhiava forte. Stavo per venire. Lei se ne accorse. Mi mise le mani sul sedere e mi tirò forte a se… gemeva, io non ce la facevo più… lei continuava a massaggiarmi con la lingua ed io alla fine splosi… le schizzai dentro la gola almeno cinque fiotti di sperma, lei non si muoveva, io ero in estasi. Poi ricominciò a muovere la testa normalmente e riportò le mani sul cazzo che continuava a eiaculare. Credo di averle scaricato una quantità di sperma fuori dal comune, lei ingoiò tutto.
Soddisfatta si alzo e mi bacò, sapeva di sperma, era la cosa più eccitante che avessi mai provato.
La presi in braccio e la portai sul divano, aveva una poltrona di quelle lunghe dove puoi sdraiarti. La misi li e iniziai a baciarle la fica.
Era dolce, senza peli, in realtà aveva solo un ciuffetto di lei sul pube, ma le labbra erano completamente depilate e, come molti di voi sanno sicuramente, leccare una fica depilata da una soddisfazione senza paragoni per lei e per lui. La divorai. La mia lingua esplorava ogni millimetro di quel paradiso, la spinsi dentro per penetrala con la punta, poi le leccai in buco del culo, piccolo, stretto stretto.
Il mio cazzo fremeva di entrare li dentro così lo accontentai. La penetrai lentamente, anche se era un bagno di umori e saliva, prima le feci assaggiare solo la punta, la tenevo sulle spine.. entravo pochi centimetri e poi lo toglievo, lei fremeva.. quando mi allontanavo le scappava un risolino.. lo voleva, ahi ahi quanto lo voleva. Quindi con una sola, unica decisa spinta glielo infilai tutto, le presi i fianchi e iniziai a sbatterla violentemente, le sue tette sobbalzavano ad ogni mio colpo di reni, lei gemeva io ero fuori di me.
La misi su un fianco senza uscire e le tenevo una gamba abbracciata. Il mio cazzo entrava liscio come l’olio e sentivo il suo calore avvolgerlo.
La pompai un po’ di fianco e poi, finalmente, la girai… Quando salì a pecorina rischiai l’infarto. Un culo da monta che non si vede nemmeno nei film, avevo voglia di sventrarla, e più ero violento e più godeva. Le tenevo il culo aperto con le mani mentre vedevo il mio cazzo affondare abbracciato dalle grandi labbra. Le presi i capelli, li tirai come fossero redini. Lei venne. La feci sdraiare e continuai a sbatterla co decisione. Gemeva come una gatta. La feci rialzare in piedi, la portai verso il muro, la misi faccia al muro. Mi abbassai e, tenendole una gamba con la mano, le baciai ancora la fica, ormai fradicia. Le leccai di nuovo il culo per bene, ma quando capì cosa avevo in mente mi fermò.
“No, li no, quello lo conservo per un’occasione speciale”
Che cazzo dici bimba? Pensai. Vabbe.. niente culetto, allora le sollevai di nuovo la gamba e le infilai il cazzo in quel mare di umori che era diventata la sua fichetta.
L’ho sbattuta un po’ contro il muro, le tette sbattevano contro alcune foto appese, tutto quel rumore mi eccitava, lei era in punta di piedi, una gamba alzata, le mani contro il muro un culo da favola. Peccato che certi momenti non siano eterni. Venni ancora. Lo tirai fuori e le schizzai sulla schiena. Lei me lo accarezzò... dolcemente, poi si chinò di nuovo e se lo infilo in bocca. Credo che lo sperma le piaccia. Lo pulì per bene.
Ci salutammo, era ovvio che la cosa non finiva lì. Tornai nello studio e vidi che era già sdraiata, forse si stava addormentando.
Pensai a quel povero Carlo, non credo che gli rimangano molti giorni da vivere, può consolarsi col fatto che potrebbe avere la più dolce delle morti.
Da quel giorno è sono passati tre mesi ed io e Natasha siamo amanti, ormai. Si può essere l’amante di un’amante? Bo.

Matteo

P.S. ovviamente è tutto inventato. ;)

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