STORIE PORNO
STORIE PORNO
I migliori racconti porno
amatoriali online!!
la scopata nel barRitorno e .....andataUna bella convivenza con i miei suoceriparadiso domenicaleLa BrasilianaBukka che?!?le tette piu bellec'è posta per te
Nick: Password:

Pubblica la tua storia!
CLICCA QUI!!
Iscriviti alla newsletter!



Per ricevere tutte le nuove storie!!

Coccole
Scritta da: karatsu (2)

Dedicato a Nikita che mi ha lasciato un commento in “troie per un giorno parte II”
Spero non ti offenderai se ti do del tu, spero non ti offenderai se in questa storia ci sei tu.
Non ti ho mai vista, non ti vedrò mai, non sentirò mai il tuo profumo, non accarezzerò mai i tuoi capelli, non avrò mai un’idea della forma del tuo corpo, del sapore delle tue labbra, della tua pelle, della tua intimità, ma nonostante questo mi sono sentito libero di descriverti, non secondo l’immagine che mi sono fatto di te, ma come un’ombra, un vago simulacro che può rappresentare ogni donna ed allo stesso tempo nessuna. Questa storia unisce elementi di finzione quali la situazione, l’ambientazione e la partner ad elementi reali appartenenti alla mia esperienza. Questa storia non è porno è erotica.

Riapro gli occhi, per quale motivo, poi, non lo so: la stanza è così buia che tanto valeva tenerli chiusi. La tua presenza mi è confermata dal tuo respiro affannato, dal tuo corpo madido di sudore ancora adagiato sul mio, dal ciuffetto dei tuoi peli pubici che mi solleticano un po’, dai tuoi capezzoli ancora turgidi puntati sul mio petto, dalle tue braccia chiuse su di me, dalla tua testa appoggiata alla mia spalla, dal profumo dei tuoi capelli che mi inebria mentre li accarezzo piano con la mano sinistra, dalla tua figa che sento ancora contrarsi e lasciarsi sfuggire qualche goccia del succo della tua intimità.
Non c’è quasi luce e i tuoi occhi mi appaiono come uno scintillio appena distinguibile, eppure so che le tue labbra cercano le mie tanto quanto le mie vogliono essere trovate. Un tenero bacio, breve, senza lingua solo un contatto tra labbra in un suono quasi muto, poi un altro più forte quindi a labbra aperte per permettere alle nostre lingue di abbracciarsi e intrecciarsi così come abbiamo fatto noi in questo momento. Ho gli occhi chiusi, quasi per concentrarmi su ogni sfumatura del nostro bacio: sento la morbidezza delle tue labbra, la dolcezza della tua lingua, il tuo sapore, il mio sapore.
Le nostre bocche si lasciano, tu prendi un respiro, stai per dire qualcosa, ti appoggio un dito sulle labbra: questo momento non è fatto per parlare, per dirsi i “ti amo” per le parole dolci, o per sapere se hai gradito la prestazione appena realizzata, se volevi di più, se sono stato troppo irruento, questo è un momento fatto di sospiri, di sussurri, dei nostri respiri all’unisono; e così lontani sembrano gli urli, i versi del sesso le volgarità pronunciate per eccitarci.
Ti ho convinta. Non hai parlato e ora la tua testa ritorna sulla mia spalla. Sei sopra di me, nuda, le cosce aperte, la schiena offerta al tocco delle mie dita. Le mie mani tremano nel percorrere la tua schiena, scivolando, accennando una camminata con le dita: il mio tocco deve essere così leggero da provocarti quasi un brivido, abbastanza forte da farsi sentire. Ho mani pesanti io. Non l’ho mai capito questo, non ho mai capito se ti piace il tocco leggero che mi sforzo sempre di realizzare, o quelle coccole sgarbate che più si addicono alle mie mani, o se è proprio l’ibrido tra questi due tocchi che ti piace. La tua pelle è così liscia, le mie mani così ruvide, eppure sospiri, cambi il ritmo del tuo respiro, non c’è una tecnica in quello che sto facendo, ma sto comunque facendo la cosa giusta. Quando le mie mani descrivono sulla tua schiena traiettorie più ampie per andare a coprire anche i fianchi, per darti una sensazione di solletico in più, i miei palmi cercano con maldestra discrezione di toccarti il seno, ne hanno quasi soggezione; eppure prima quando eri alla mia mercé non ho esitato un attimo a chiamarle “tette” a stringerle, a baciarle, a succhiarne avidamente i capezzoli. Quando invece si abbassano per accarezzare il tuo culetto, le mie mani si aprono, poi vanno a cercare l’ano ancora dilatato, forse dalla posizione, forse dalla penetrazione che prima, con un po’ di gusto nel sentire il tuo dolore, nel vederlo trasformarsi in piacere, ti ho inflitto riversandovi dentro il mio sperma. Lo accarezzo, non provo ad infilarci dentro un dito, è solo per stuzzicarti dolcemente prima di portare le mie mani sulle tue cosce. Mentre le mie mani ti percorrono può forse la mia bocca non cercarti? In quella posizione il tuo collo è esposto al mio attacco. Il punto vitale per eccellenza, il punto dove si può dare tanto piacere quanto dolore. Alterno bacetti rapidi e leggeri, ad affondi, quasi succhiotti, mi sento quasi un Dracula intento a mordere il collo della sua bella Mina con il giusto compromesso tra l’istinto della fiera e la passione dell’amante.
Ora che sei chiusa tra le mie braccia, non mi sembri più una donna, ma una bambina ed adoro questa sensazione. Il tuo corpo mi sembra, ora che non stiamo facendo sesso, rivestito di sacralità forse proprio perché l’ho appena profanato.
Basta. Uso la mia mole per rovesciarti, piano, sul fianco. Tu mi guardi un attimo poi ti giri, mi offri la nuca, la schiena, ti rannicchi leggermente con le gambe e le braccia. Senti la mia erezione piantata nella schiena, adesso non è il desiderio del tuo sesso, non è il desiderio di sesso, non è il desiderio che il mio sesso ha di te, è la sensazione di averti tutta mia a darmi vigore. Prendo di mira il tuo orecchio sinistro, ora non è solo il tocco che ho a disposizione, ma anche il soffio leggero. Lo alterno a baci leggeri, senza schiocco, a morsetti teneri sui bordi. Con le mani accarezzo la tua pelle fresca, sulle braccia, sul ventre, perché no anche sul tuo sesso, su quelle grandi labbra che ho baciato, sulle cosce che prima sembravano un ostacolo tra me e la tua intimità e che ora mi sembrano un dolce contorno. Torno su, verso il tuo seno che le braccia mi lasciano scoperto, lo accarezzo con il rovescio delle mani, per farlo sembrare il meno possibile una palpata, con la punta delle dita, per farlo sembrare un massaggino. Ma la cosa che adoro di più fare è toccarti i capelli, ancora scomposti per la scopata selvaggia che ci siamo fatti e che ora appare così lontana pur essendo così vicina, accarezzarli, spostarli dietro il tuo orecchio, accarezzarti le guance, le labbra; inizi a mordermi le dita con le labbra quando le accarezzo, tu intanto hai preso a fare avanti e indietro con le dita sul braccio che ti ho offerto come cuscino, stringendo la mia mano, baciandola ogni tanto.
Il sonno inizia a prenderci, non cambiamo più niente, le coccole prima così variegate, alternate secondo tutte le loro possibili combinazioni si sono ridotte a un movimento del mio pollice che ti accarezza la spalla ritmicamente sempre con la stessa cadenza con la stessa forza.
Quanto tempo è passato? Quanto tempo sei rimasta sopra di me? Da quanto tempo ti ho messa di fianco? Quanto è trascorso da quando mi hai gridato il tuo orgasmo?
Forse è proprio questo il bello delle coccole, sono un momento ritagliato al tempo, indefinibile, senza contorni: quand’è che ho iniziato a farti le coccole? Dal primo contatto delle mia mani sulla tua pelle? Dal contatto delle mie labbra? Quand’è stato che il mio massaggio al collo è diventato “preliminari”? Quando ho preso a baciarti? E anche mentre ti penetravo, non erano forse coccole le carezze, i baci? Non si trattava forse di coccole quando tra una posizione a l’altra ti stringevo forte a me o ti prendevo in braccio come una bambina per posizionarti dove preferivamo? E anche adesso sai dirmi quand’è che abbiamo smesso le coccole e che ci siamo addormentati? I miei gesti, anche se automatici a causa del sonno, non sono forse coccole?
Quando sto lontano dalla mia donna non è tanto il desiderio di venire grazie a lei o di farla venire che mi colpisce… è il solco che ha lasciato sul mio petto al nostro ultimo abbraccio e che non mi farà sentire completo finché lei non tornerà ad occuparlo.

longring89@yahoo.it

COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO
MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!


Eccitometro (Numero di voti: 17): 6.88 Commenti (10)

Quanto ti ha eccitato questa storia??!!
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
RSS feed Sei eccitato e sei in cerca di compagnia? Visita il sito di Escort Torino. Qui invece un sexy shop dove puoi acquistare tutti i gadget sexy!