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Che bello essere la troia del proprio uomo
Scritta da: PiediGraziosi (1)

Sono Z., 21enne residente in Lombardia. Alta 1.70 dalle curve abbastanza morbide. I miei punti forti sono il seno e la passera. Calda, accogliente, completamente rasata per essere vista e gustata fino in fondo. Adoro il sesso orale e soprattutto venire tramite questo. Mi stravolge completamente e mi fa urlare di godimento.
Il mio ragazzo, A., 27enne, anche lui Lombardo acquisito è alto 1.78 con un bel fisico; non asciutto (sono impersonali!) ma non grasso (sono antisesso), insomma è perfetto! Ha un bel culo tondo e un cazzo stupendo, sempre duro e voglioso, con una grossa cappella rosea che completa l’opera.

Una mattina di qualche mese fa mi svegliai con un’innata voglia di sesso.
Avevo passato la notte a casa del mio fidanzato e per rispetto verso la famiglia non ci eravamo minimamente toccati, né quella mattina, né durante la notte.
Dovevo aver fatto qualche sogno strano poiché non mi capita spesso di svegliarmi già eccitata. Ho passato una giornata tremando dall’eccitazione, sentivo continui brividi nelle parti basse dalla voglia di fare sesso. Non l’amore, volevo propri o fare SESSO.
E nella mia testa stava sempre più prendendo piede l’idea di dare vita ad una fantasia che da qualche tempo faceva capolinea nei discorsi arrapati del mio fidanzato e miei, nei momenti più intimi.
Così, con un sorrisetto malizioso, e con la lingua nel suo orecchio, glielo proposi:
“Amore, perché non andiamo a guardare altri che scopano in un piazzale dove fanno scambio di coppie?”
Inizialmente lui pensò che lo stessi prendendo in giro, ma dopo poco capì che le mie intenzioni erano serie e, con non poco timore e vergogna, misti a fibrillazione, cazzo duro lui e fighetta bagnata io, ci recammo sul posto che aveva dato vita alle nostre perversioni mentali.
Appena arrivati ci accorgemmo che non c’era molta gente e che erano perlopiù uomini soli che aspettavano qualcuno con cui scopare.
L’unica cosa interessante che vidi in lontananza era un uomo in piedi davanti al finestrino di una macchina con dentro una coppia, che si faceva tirare una sega dall’uomo mentre la ragazza li guardava.
Osservai la scena rapita mentre la mia fighetta tremava. Aspettammo qualche minuto nell’attesa che si riempisse un po’ il posto (era ancora presto, le 23 circa), ma più aspettavamo più prendeva sopravvento la paura di una situazione ad entrambi sconosciuta.
Scappammo da lì ed andammo a bere in un bar poco distante. Ci ubriacammo. Il suo cazzo era costantemente duro e io stavo ormai sbrodolando. Avevo voglia di prenderglielo in mano, strizzarlo, segarlo e soprattutto avevo voglia di prenderlo in bocca e fargli uno di quei miei pompini che gli piacciono tanto. Decidemmo così di tornare e vedere se eravamo più fortunati.
Purtroppo il numero di macchine non era variato di molto, allora iniziai a baciare A. per stuzzicare un po’ sia lui che i pochi presenti. Avevo voglia di fare la troia come non mi era mai successo. Volevo sentirmi una gran puttana e, seduti in macchina, iniziai a toccarlo sopra i pantaloni. Glielo tirai fuori e feci quello che volevo.. Lo presi in bocca e lo leccai dalle palle alla punta facendo su e giù con la testa. I nostri movimenti iniziarono ad incuriosire i presenti che si avvicinarono con le macchine.
Sentirsi troia era così bello! Mi sentii la donna più potente e zoccola del mondo: stavo facendo un pompino al mio ragazzo guardata da altri uomini! Iniziò a toccarmi anche lui, prima i seni, che strizzò con forza, e poi mi infilò una mano nei pantaloni. Non passò neanche un secondo che me li stava già togliendo e scostando il perizoma inzuppato di umori. Si fiondò a leccarmi la fighetta con una voragine incredibile.. C’era un ragazzo che era particolarmente vicino alla nostra macchina ed era palesemente interessato. Tirai dunque fuori i seni dalla maglietta ed iniziai a toccarmeli e leccarmeli mentre lo guardavo negli occhi mentre lui iniziava a tirarsi una sega. Decisi di fargli vedere anche la mia gloriosa figa. Tirai via la testa del mio ragazzo e spalancai le gambe davanti alla sua faccia. Incredulo non sapeva più cosa fare. Scese dalla macchina e si mise accostato al finestrino per vedere meglio. Per ripagarlo di quel gesto mentre lo fissavo negli occhi con il fare da grande troia iniziai a strofinarmi il clitoride e poi infilai dentro 2 dita, prima strette una vicina all’altra, poi allargate per fargli vedere bene il buco. Stavo grondando di umori.
A. Riprese a leccarmela più arrapato che mai, non stava capendo più niente. Dissi al ragazzo che ci osservava di tirare fuori il suo cazzo che volevo vederlo, (e volevo anche obbligare il mio fidanzato a toccarglielo e masturbarlo), ma dovendo essere alle prime armi, o decisamente poco dotato esitò molto prima di farlo e se lo ricacciò subito nei pantaloni poiché stava arrivando altra gente a gustarsi il nostro spettacolino.
Stavo godendo come una matta, continuavo ad avere sintomi di venuta imminente. Era la fine del mondo.. farsela leccare ed essere guardata sapendo che gli spettatori si stavano masturbando! Tirai via A. nuovamente dalla mia figa e gli schiacciai con un piede la testa sul finestrino obbligandolo a guardare il ragazzo che si masturbava.. io intanto gli facevo segni espliciti con la lingua e mi allargavo la figa più che potevo. Mi feci anche leccare il piede da quel feticista del mio ragazzo mentre riprendevo a fargli una sega.
Mi tirai su in ginocchio mettendomi a pecorina ed offrendo il mio culo aperto agli spettatori che stavano dietro di me e leccai il cazzo di A. sapientemente. Gli tirai un pompino con i fiocchi, mentre con una mano gli tiravo i coglioni e con l’altra mi toccavo il clitoride. Allo stesso momento guardavo negli occhi quelli che mi stavano davanti come solo una puttanella sa fare.
A. era al limite, sentivo il suo cazzo pulsare. La vista della sua adorata fidanzatina messa a pecorina che glielo succhi con avidità e guarda degli estranei negli occhi, che a loro volta le guardano il culo lo stava mandando in estasi.
Decidemmo di lasciare tutti a bocca asciutta e scappammo; c’era troppa gente e avevamo paura che succedesse qualcosa. Come uscimmo dal posteggio vedemmo una decina di macchine che ci stava seguendo.
Appena li abbiamo seminati ci siamo fermati al lato di una strada poco frequentata, siamo scesi dall’auto ed abbiamo ricominciato ciò che avevamo lasciato a metà.
Finii di fargli il pompino. Non ci volle molto e mi sborrò copiosamente in faccia ed in bocca, poi riaffondò la faccia e la lingua nella mia fighetta calda mentre ero in piedi sul marciapiede.
Scoppiai di piacere e quasi mi cedettero le gambe. Ogni volta che me la lecca mi procura degli orgasmi che mi sfiniscono letteralmente.
Tornando a casa, non sazio, aveva di nuovo la mazza dura. Posteggiò quindi la macchina, mi lasciò dentro da sola a toccarmi e a guardarlo come avevo guardato gli altri durante la serata e si masturbò spiandomi dall’esterno, sborrando sul finestrino e sulla macchina.

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