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| Cena galeotta |
Scritta da: margiodan (1)
Lavoro in un ufficio di commercialisti del Nord Italia, associato ad uno del Centro. Non sono di primissimo pelo ma ben al di sotto della mezza età. Sono abbastanza ben messo fisicamente facendo con una certa costanza dello sport non agonistico. In questa attività mi segue anche mia moglie che, tuttavia, non l'aiuta del tutto a non avere qualche kilo di troppo.
A dire il vero, non disturbano più di quel tanto, avendo un ventre piatto; invece, e questo a me piace un sacco, ha un fondo schiena bello sodo e rotondo che non passa inosservato come le sue belle tette.
Un giorno, erano arrivati due colleghi dell'ufficio associato, persone che avevo incontrato parecchie volte, sia nel nostro ufficio che presso di loro. Mi erano molto simpatici, quella simpatia che nasce anche dalle battute spiritose, universalmente riconosciute, da romani de Roma.
Durante la pausa pranzo, spontaneamente dissi loro che li avrei invitati volentieri a cena; avrei solo dovuto sentire mia moglie per una conferma che non avesse altri impegni. Ebbi la sua disponibilità e le dissi che saremmo stati a casa per 19.00, 19.30.
Arrivammo a casa, parte di una casa a schiera con il classico giardino davanti ed un altro pezzo di terreno sul dietro. Dunque niente di spettacolare ma carina e poi nostra, di mia moglie e mia. Questo è quello che più conta.
Ella ci aprì la porta dalla quale uscì un profumo di cibarie, fatte bene. Era accompagnato da un sorriso molto aperto, come sua abitudine, ed aveva indossato uno dei vestiti che a me fanno impazzire: variopinto con discrezione, molto attillato dal seno fino all'inizio delle cosce per poi scendere fino a metà di esse con molta leggerezza, per una forma appena svasata.
Esso mette in evidenza il suo decolté, pronunciando il solco fra le tette mentre per dietro si incunea lievemente fra il solco delle natiche facendo intuire che sotto indossa qualcosa di esiguo.
Feci finta di nulla ma intuii che ai miei colleghi non era sfuggito nessun dettaglio e fecero, senza alcun imbarazzo per la mia presenza, degli apprezzamenti abbastanza spinti. Mia moglie, contrariamente a quanto pensato, li apprezzò e la cosa finì lì, in modo tranquillo.
La cena si svolse nel migliore dei modi, mia moglie aveva veramente preparato dei manicaretti, annaffiato chiaramente da buon vino. Talvolta aiutavo mia moglie a portare in cucina i piatti ed in quella occasione le rifilavo un bacio con palpeggiamento delle tette. Questo aveva l'effetto di farle rizzare i capezzoli che il vestito molto attillato evidenziavano ancora di più. Quando si tornava in sala da pranzo, gli occhi degli ospiti non potevano far altro che cadere lì. Ma un po' lo facevo apposta. Mi piaceva pensare di stuzzicare la loro fantasia che, in qualche battuta, si capiva dove parava.
Dopo il rito del caffè, che guarda caso tocca sempre a me, visto che l'alcool toglie certe inibizioni, mi alzai dal tavolo avvicinandomi a mia moglie e dissi: "Tesoro, sei stata una cuoca stupenda regalandoci una cena squisita; meriti un bel premio." E la baciai focosamente davanti agli altri due. Per non sbagliare gliene detti un altro, chiaramente ricambiato da lei con tutto il suo trasporto.
"Direi che anche i nostri amici potrebbero premiarti" dissi scostandomi. I due colleghi non si fecero perdere l'occasione e prima uno poi l'altro fecero quello fatto da me in precedenza, bis compreso.
Allora mi misi dietro a mia moglie, sempre seduta, e le cominciai a baciare il collo e a tastarle le tette. Nel frattempo, uno dei due fece il tris di baci; io abbassai le spalline del vestito facendo uscire le due meraviglie con i due capezzoli turgidissimi. Allora l'altro si chinò e cominciò a leccarle la tetta più vicina succhiando poi il capezzolo. Questo è qualche cosa di molto gradito a mia moglie che si sciolse completamente dando baci forsennati a ciascuno di noi, a turno.
La feci alzare in piedi, mentre i miei compagni si prodigavano con le tette, e le abbassai il vestito lasciandola con l'esiguo perizoma. Iniziai a palparle le due natiche mentre gli altri due avevano preso possesso della figa.
Girò la testa verso di me e mi lanciò uno sguardo pieno di affetto e riconoscenza; ci baciammo forsennatamente.
Ero eccitato in modo incredibile e, chiaramente, anche tutti gli altri. Mia moglie poi, non ne parliamo. Le toccai la figa sopra il perizoma: era tutto bagnato ed allora decisi che era meglio togliere anche quello.
I due ospiti, nel frattempo si erano spogliati completamente sbandierando il loro pisello già discretamente in tiro. Mia moglie non attese moltissimo a baciarne uno dei due e a prendere con le mani i due cazzi cominciando un massaggio. Baciava prima uno e poi l'altro; poi me con uno sguardo riconoscente per il piacere che stava provando nel farsi palpare e leccare da più uomini.
Intanto anche io mi ero spogliato e glielo appoggiai in mezzo alle natiche.
Per un attimo, però perché mia moglie si chinò e cominciò a sbocchinare a turno i tre cazzi che erano diventati ben rigidi e turgidi. Ero eccitato all'inverosimile nel vedere mia moglie succhiare avidamente dei cazzi diverso dal mio.
Ad un certo punto non resistetti al pompino e le sborrai in bocca godendo come non mai. Quando tolsi il cazzo dalla bocca di mia moglie, uno dei miei colleghi la fece alzare, si sedette sul bordo del divano e la fece mettere in posizione smorza candela su di lui. Lei non aspettava altro che infilarsi un cazzo in figa. Iniziò la sua cavalcata mentre io e l'altro collega potevamo ammirare le labbra della figa che avvolgevano il cazzo del momentaneo amante di mia moglie.
Ella non tardò a cominciare ad ansimare e ad emettere gridolini di piacere. Allora l'altro collega si avvicinò da dietro e posizionò la sua cappella sul buco del culo di mia moglie, dopo averglielo bagnato di saliva. Spinse un po' e, senza molta fatica, la impalò cominciando ad incularla, allineandosi al ritmo degli altri due. Mia moglie era come invasata, stava godendo alla grande.
La visione di mia moglie presa da due uomini insieme, mi fece rizzare di nuovo l'uccello nel momento propizio che il collega che la stava inculando venne. Di modo che uscito lui entrai io.
Entrai sparato visto che era lubrificato già dagli umori di mia moglie e dalla sborrata del collega.
Iniziai a cavalcarla forsennatamente, tanto ero eccitato dalla situazione e dalle grida di piacere che mia moglie emetteva ad ogni nostro affondo. Il collega che la stava chiavando era molto resistente ma alla fine anche lui venne. Sentivo mia moglie che diceva quanto le piaceva sentire tutto quel fiume caldo dentro di lei e di non uscire. Nonostante fossi venuto già una volta, venni anch'io, urlando un piacere enorme con dei sussulti mai avuti prima al ventre che mi facevano infilare il cazzo fino in fondo.
Rimanemmo qualche minuto così mentre mia moglie baciava avidamente il collega; mi tolsi dal culo di mia moglie e lei si alzò; subito dopo iniziò a grondare sborra che colava sulle cosce. In modo molto da porca, si massaggiava i buchi spalmandosi su tutto il corpo il liquido seminale che aveva ricevuto in abbondanza.
Facemmo tutti una bella e tonificante doccia, rimanendo nudi. Aprii una nuova bottiglia di vino e bevemmo alla salute di mia moglie che ricambiò baciandoci sulla bocca.
Ci furono, in seguito, altre occasioni per scoparci mia moglie che non permetteva mai assolutamente ai due colleghi di andare a dormire in albergo. In più, abbiamo iniziato anche a fare foto e dei filmini che ci guardiamo spesso e volentieri, quando non siamo assieme ai due colleghi.
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