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| Carola, vergine a 27 anni. |
Carola, 27 anni, bruna con pettinatura a caschetto, altezza media, snella ma con bei seni, non grossi ma belli tondi, cosi' bello tondo il sedere.
L'ho conosciuta circa un anno fa al partito, e' nata immediatamente una simpatia reciproca, seguita da una grande amicizia, nulla di piu'.
Trascorriamo serate in un qualche ristorante o pizzeria, i week-end in lunghe passeggiate in citta' e fuori, sempre a discorrere di politica, poi di altro: libri, film, avvenimenti vari, ecc.
Una vera amicizia tra uomo e donna, anche se, a volte, parlandone ci siamo anche detti reciprocamente di considerarci piu' che piacevoli fisicamente, ma mai niente di piu', neanche con sottintesi, probabilmente entrambi temiamo di rovinare la nostra splendida amicizia.
Una sera, usciti dal partito, mentre ci avviavamo alle nostre auto le dico:
"Domani sara' una brutta giornata: ho un dolore all'inguine e ho la visita prenotata, per me e' un supplizio, non sopporto di sentirmi mettere le mani addosso..."
prontamente, lei, con aria sbarazzina ed insinuante, sorridendomi dice:
"va' da una dottoressa carina, forse non sara' spiacevole...!"
ed io:
"uomo o donna per me e' lo stesso, non sopporto sentirmi delle mani addosso che mi palpano..., se fossi una donna sarei ancora vergine..."
Carola cambia immediatamente discorso parlandomi di un libro che ha appena finito di leggere.
L'indomani, nel pomeriggio, una sua telefonata:
"ciao, non ti trattengo, perche' so che hai molto da fare, volevo solo chiederti se questa sera vuoi venire a cena da me..."
"grazie, ben volentieri, non prima delle otto e mezzo, pero'..."
"per le otto e mezzo, perfetto, ti aspetto, ciao."
Alla sera, a tavola, arrossendo un po' e dopo essersi schiarita la voce con una tossetta nervosa:
"come e' andata la visita oggi?"
"un tormento, poi proprio li'..., avevo paura di avere un'ernia inguinale, ma me lo ha escluso, probabilmente non e' altro che una tendinite."
Lei, arrossendo di piu':
"sai..., quello che hai detto ieri... che se tu fossi una donna saresti ancora vergine perche' non sopporti di sentirti mani addosso..., bene io lo sono ancora vergine, proprio per lo stesso motivo!"
Dopo aver ripreso fiato prosegue:
"possiamo parlarne liberamente o la cosa ti imbarazza?"
Io, impassibile, l'argomento mi interessava e mi eccitava anche un po', perche' se era vero cio' che avevo detto, era anche vero che, essendo uomo, vergine non lo ero piu' da un pezzo, con i miei 35 anni; siamo noi uomini che palpiamo le nostre donne in tutto il corpo e anche dentro, loro nei nostri confronti non palpeggiano altro che il cazzo, le loro mani finiscono sempre solo li' se non si limitano ad abbracciarci.
Comunque, mi guardo bene dal fornirle questi chiarimenti e la lascio nell'equivoco:
"si, anzi mi fa piacere parlarne, non posso mai farlo con nessuno..., gli altri non capirebbero e sarebbero pronti al dileggio."
Carola quasi balbettando, per l'emozione e la tensione:
"e come fai per il sesso..., per scaricarti... l'erotismo..., l'eccitazione sessuale..."
prontamente, senza titubanze, rispondo:
"mi masturbo... aiutandomi con mille fantasie erotiche..."
lei:
"...anch'io, che sollievo sentirti dire..., capire che non solo io..."
il ghiaccio era sciolto, mi sentivo eccitato, volevo andare a fondo, stimolarla a parlare, a confidarsi e poi... chissa', continuando le mie false confessioni:
"lo faccio spesso, e mi eccitano molto le fantasie, come ti ho gia' detto; a letto sdraiato, nudo, lo prendo in mano ancora moscio, lo palpeggio un po' e comincio a fantasticare, la piu' frequente delle immagini che mi propongo e quella di una donna nuda, davanti a me, che si masturba anche lei in sincrono con me, guardando diritto il mio cazzo eretto mentre scorre nella mia mano..."
mi interrompe, eccitatissima:
"e' incredibile... e' anche la mia fantasia piu' frequente, mi eccita tantissimo l'immaginarmi osservata durante la masturbazione e suscitare desiderio ed eccitazione in un uomo fino a spingerlo a masturbarsi..."
Avevo colto nel segno! La complicita' che sentivo reciproca di quel momento mi diede il coraggio di spingermi oltre:
"perche' non proviamo a tradurre in realta' le nostre fantasie...?"
Carola parve non aspettare altro, si alza in piedi dicendomi a bassa voce, quasi un sussurro:
"...spogliati..."
contemporaneamente prende a sbottonare la camicetta...
In silenzio, in piedi, l'uno di fronte all'altro ci spogliamo completamente: nudi!
I suoi seni sono come li avevo immaginati, belli, tondi e sodi, la misura per me perfetta: quella della coppa da spumante, i capezzoli duri e scuri come l'areola che li contorna; un ventre piatto che terminava in una figa le cui labbra sporgevano evidenti dai peli nerissimi, spessi e totalmente appiattiti contro la pelle, su in cima alla fessura un pallino rosso faceva appena capolino mostrando il suo turgore.
Io in piedi, di fronte e vicinissimo a lei; il mio cazzo duro e quasi diritto che a piccoli scatti si ergeva sempre di piu', la cappella tutta fuori (e' sempre scoperta anche quando e' moscio).
Lei lo guarda voluttuosamente, la bocca semiaperta e senza staccare lo sguardo dal mio cazzo che a saltelli si erge; comincia a toccarsi i seni con una mano e ad esplorare l'esterno, l'interno e l'intimo della sua figa con uno, poi con due dita tra loro divaricate ad accarezzare entrambi gli anfratti tra le grandi e le piccole labra per poi disgiungersi all'in su ed all'in giu' a penetrarsi con l'uno e a titilarsi il clitoride con l'altro.
Prendo in mano il mio cazzo, me lo faccio scorrere su e giu' lentamente, in modo da permetterle una perfetta osservazione del movimento, del rigonfiarsi della cappella ogni volta che tiro tutta la pelle verso il basso, poi la ricopro con il palmo dell'altra mano, lo afferro alla base e lo scrollo, riprendo la sega...
A quel punto, lei stacca la mano dal seno, la protende un po' verso di me, e con una vocina flebile e roca:
"posso toccartelo... solo un attimo...?"
ed io, senza indugio, ma senza tradirmi:
"toccalo pure..., quanto e come vuoi, ma tocca solo lui... lui si'... prendilo pure in mano..."
Lei lo prende e lo accarezza di sopra, di sotto, se lo fa scorrere in mano, lo scappella fino all'impossibile, poi lo lascia dicendomi:
"chinati, metti il tuo viso davanti alla mia figa, guarda bene come mi sditalino..."
Sono in ginocchio, la mia faccia a non piu' di dieci centimetri dalla sua figa, appoggia una mano sulla mia testa sussurrandomi come in un rantolo:
"prova a mettere la punta della tua lingua sul clitoride, muovendola piano..."
Cosi' faccio mentre lei con il dito continua a tratti a penetrarsi e a tratti a contendere il clitoride alla mia lingua; con l'altra mano si stringe forte i seni ed ecco l'orgasmo, continua il ditalino e mi ordina:
"alzati..., masturbati..., fatti una bella sega..., vieni..., vieni..., voglio vederti godere...,"
altri suoi orgasmi mentre parla; io godo e le schizzo sulle tette e sul ventre, mentre lei con un urlo:
"godo..., da impazzire..., ancora..., muovilo ancora..."
Si rilassa con un grande sospiro, libera le mani dai seni e dalla figa, me lo guarda mentre piano piano scende all'in giu' e con un sorrisetto accattivante e dolce mi chiede:
"posso ancora toccartelo, vorrei sentirlo mentre si quieta..."
se lo appoggia tutto sulla mano ed aggiunge:
"per me e' stato bellissimo..., e per te ha corrisposto alle tue fantasie...?"
stringo la sua mano con il mio cazzo tra le mie mani e, pensando che non avrebbe dovuto finire li', le dico:
"stupendo, mi e' piaciuto tanto anche quando la sega me la hai fatta tu, e - mentendo - e' stata la prima volta che ha sentito una mano diversa dalla mia, e' stato davvero bellissimo sentirlo toccato da te."
Lei non lasciava il mio arnese, se lo stropicciava nella mano, gli tirava indietro tutta la pelle, poi la ritirava su cercando di ricoprire la cappella, intanto riprende a parlare:
"sai..., non e' proprio vero vero che io sia ancora vergine...; mi sono sverginata da sola, un po per volta, con le dita e poi..."
corre in camera da letto e ne riesce con un perfetto fallo in gomma, testicoli compresi e compresa una morbida membrana in gomma che scorre come la pelle a ricoprire e a scoprire la cappella.
"Ecco, cosi' sai tutto di me, ...hai capito perche' sentivo il bisogno di toccartelo, sono abituata a masturbare questo mentre mi tocco... e me lo infilo anche dentro..."
A quella vista, a quelle parole, ai suoi toccamenti il mio cazzo riprende ad inturgidirsi nella sua mano, sensazione che le fa rivolgere li' lo sguardo compiaciuto.
Provo con il tono piu' suadente e dolce possibile:
"vuoi provare ad infilarti il mio...? posso sdrairmi sul letto tu sali a ginocchioni sulle mie cosce e, scendendo in giu' te lo infili tutto da sola, senza toccarmi altro ed io senza toccarti altro..."
"Oh, si!... lo voglio..., voglio provare..., fosse vero che... io scopare...!"
E presomi per mano mi conduce in camera da letto, guardando e sorridendo ai sobbalzi laterali che il mio cazzo fa ad ogni passo.
Mi sdraio, lei sale sul letto, mette un ginocchio alla mia sinistra, l'altro alla mia destra, all'altezza del bacino; io la guardo, le gurdo le tette - che voglia di strizzarmele in mano, ma, ...un passo alla volta - le guardo la figa cosi' scoperta di peli ed al contempo cosi' pelosa, mi piace da impazzire il fare capolino del clitiride, e' oltremodo invitante; mi prendo in mano il cazzo cominciando a scorrerlo in mano, lo sento diventare sempre piu' grosso e duro.
Lei con due mani toglie la mia dal cazzo e lo stringe con l'altra, lo tiene cosi', diritto, tutto scappellato, lo guarda, poi lo lascia ricadere sul mio ventre, ne ammira il suo risollevarsi a scatti, involontariamente sfiora con la punta di un dito il punto in cui la pelle si attacca sul dietro della cappella ed il mio cazzo fa uno scatto all'in su' piu' pronunciato, allora lei ci riprova, volutamente adesso, e poi ancora e ancora e ride divertita:
"ho trovato il tuo punto piu' sensibile, adesso so cosa fare quando decido di farti venire...!"
poi si siede sulle mie cosce, con la sua figa che termina proprio sopra ai miei testicoli, il busto eretto, prende in mano il mio cazzo, segandolo e dice:
"guardami, il tuo cazzo potrebbe essere il mio, potrei essere io che mi faccio una sega ed anche un ditalino..."
cosi' dicendo comincia a farselo con l'altra mano, e squote il bacino e le tette sobbalzano e con le mani masturba lei e me contemporaneamente, io vedo tutto questo e non ne posso piu', devo restare immobile, poi... per resistere allungo le mani sul mio cazzo, lei lascia che una lavori li' con lei e porta l'altra accostandola alla sua nella figa.
Dopo poco si rialza in ginocchio dicendo:
"adesso me lo infilo e te lo faccio sparire dentro di me!"
Prende il cazzo puntandolo in su, inizia a ridiscendere accosciandosi un po', poi quando la sua figa e' davanti alla cappella se la struscia tutto intorno alle grandi labbra, poi alle piccole poi cerca quasi di penetrarmi il buchino della cappella con il clitoride, infine, rialzandosi appena un po' se lo infila dentro e ridiscende, adagio, adagissimo, sento il suo imene passare millimetro dopo millimetro contro la mia cappella, poi intorno all'asta, quindi una sosta in cui la cappella preme contro la testa dell'utero ed infine la risalita sempre lentissima.
Il ritmo diviene piu' rapido con alternanza di salita e discesa con spinte del bacino avanti e indietro strusciando le natiche sulle mie cosce.
Sono al massimo dell'eccitazione, non resisto piu', allungo una mano afferrandole una tetta, allungo l'altra oltre il suo sedere e le spingo nell'ano un dito mentre lei spinge il culo all'indietro..., sento un urlo squassante, seguito da gemiti violenti:
"vengoooo... vengooo... ancora... ancora..., prendimi le tette, prendimi il culo..., cosi'... si' ancora..."
Vengo anch'io con un grande sobbalzo che mi fa raggiungere il fondo della sua figa, schizzandole dentro tutto il mio succo.
Lei si sfila, si allunga tra le mie gambe, prendendolo in bocca, strofinandoselo sul collo, sulla faccia, sulle e tra le tette, e poi di nuovo in bocca, finche' crolla esausta appoggiando una guancia sulla mia coscia, continuando a tenerselo in bocca ormai moscio e sostenendomi i testicoli nel palmo della mano.
E' stato l'inizio di una relazione, non di amore, ma di intimita' e complicita' estreme che ci hanno condotto ad esperienze e giochi erotici in cui siamo riusciti a cinvolgere amici, amiche, sconosciuti e sconosciute di incontri occasionali o vacanzieri; ma il racconto di tutto cio' in altre occasioni.
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