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C' SEMPRE UNA PRIMA VOLTA
C'È SEMPRE UNA PRIMA VOLTA di alfaeomega

[attenzione! Questo è il seguito di "UNA SERATA DA RICORDARE", vedi "http://www.storieporno.com/racconto-Una_serata_da_ricordare_2353.html"]

Da quella sera, non ho più visto Fede e Vane.
Solo il giorno dopo compresi quello che era successo. Ma mi assalì un senso di colpa: perché non me le ero fatte? Erano accondiscendenti dopotutto...
Mi sentivo un vigliacco, un miserabile. Quando mi sarebbe capitata una cosa del genere? Voglio dire, sono un bel ragazzo, e di compagne ne ho avute tante, ma sogno di farmi quelle due dal primo giorno di liceo. E quando ne ho avuto l'occasione... ecco, là mi sono tirato indietro.
Dopotutto, qual era il mio problema? Quale donna avrebbe dovuto assumersi l'arduo compito di farsi penetrare da me, per la mia prima volta? Quale donna mai mi stavo aspettando? Non lo sapevo neanch'io. E allora perché, perché, perché mi ero tirato indietro? Figuratevi poi la reazione dei miei amici quando seppero che, a giochi fatti, restavo ancora vergine. Mi presero per codardo. E avevano ragione.

Poco importa, mi dicevo, adesso comincia l'ultimo anno, avrò occasione di rifarmi.

E l'ultimo anno iniziò. Avrei dovuto far finta di niente, però - la Vanessa l'avrebbe presa a male.
Ma devo ammettere che era strano salutarle come se niente fosse stato. Dopotutto, eravamo entrati molto in intimità.

La loro reazione al vedermi, il primo giorno di scuola, mi lasciò un po' perplesso. Erano fredde, quasi distaccate. Io al contrario cercai di mettermi subito in mostra vestendo anche in maniera provocante, con la camicia bianca delle grandi occasioni. Volevo mettere in mostra i miei pettorali atletici, volevo subito scatenare nelle due ragazze quel sentimento erotico così grande che le aveva portate quella sera a concedersi a me. Loro, invece, vestivano come sempre a scuola, con delle magliettine e jeans a vita bassa, nulla in confronto al loro look estivo.
Sembrava tutto destinato a morire lì. Rimasi triste, lo ammetto. La notte non riuscivo a prendere sonno, non esistevano altre ragazze oltre a loro. Chiusi ogni contatto con le ragazze del mio gruppo, cominciai ad isolarmi. A scuola cercavo di buttare il discorso su argomenti piccanti, speranzoso di vedere un qualche cenno, un occhiolino ammiccante, un gesto malizioso. Niente.

Fu così che un giorno, mentre mi sparavo l'ennesima sega dedicata a loro, capii che dovevo reagire.

Organizzai il tutto nei minimi dettagli. Capitò quelle prime tre settimane di scuola che il nostro insegnante di matematica dovette lasciare l'insegnamento per un po' per problemi familiari. Il supplente che venne era un vecchio rincoglionito insignificante e irresponsabile. Praticamente durante quelle ore la classe andava a spasso per i corridoi, senza alcuna vigilanza.

Volevo la Fede. Era lei quella più "aperta" (in tutti i sensi). Quel martedì non la persi d'occhio un attimo. Aspettavo il momento in cui lei, durante matematica, fosse andata al bagno.

Così accadde. Furtivamente la seguii e mi introdussi nel bagno delle ragazze, non visto, se non da un mio amico fidato, che avrebbe fatto da palo. Vidi di sfuggita la Fede entrare nel gabinetto in fondo. Ero già in tiro come non mai. Mi abbassai i pantaloni e mi avvicinai silenziosamente alla porta che mi divideva da lei. Bussai per precauzione, e quando riconobbi la sua voce ("Occupato!") non esitai un attimo ed entrai. La Fede era in piedi, nuda, si stava per alzare le mutandine. Quando mi vide entrare si spaventò. Ero nudo dalla vita in giù e il mio cazzo era turgido come non mai. Non ebbe il tempo di dire una parola che già l'avevo stretta con le mani e addossata al muro. Cominciai a baciarla.

"Ho cambiato idea. Voglio scoparti" le dissi.
"No, non qui" ansimò. La puttana stava godendo.
"Ho aspettato troppo".

Chiuse gli occhi. Per un attimo parve che si era concessa. Avvicinai il mio cazzo alla sua figa ma un attimo prima di penetrarla il mio amico da fuori bussò tre volte la porta del bagno. Era il segnale che qualcuno stava arrivando. Sentii la voce della vicepreside da fuori che gracchiava "Micheli, cosa ci fai vicino al bagno delle ragazze?! Tornatene subito in classe!". Un secondo dopo sentii i passi della vicepreside nella zona comune del bagno. La Fede mi scansò subito, si rivestì in un millisecondo e se ne andò via, chiudendo la porta del gabinetto. La vicepreside la ammonì verbalmente e la accompagnò in classe. E io rimasi come uno sfigato, col cazzo in mano.

All'uscita quel giorno fermai la Fede di nuovo. La afferrai per un braccio e la trascinai con me dietro una macchina parcheggiata.
"Senti, Fede, io non ce la faccio più. Mi sono pentito, quella sera avrei voluto scoparti. Per favore"
"Ma per chi mi hai preso, per una puttana?"
"L'hai detto tu stessa quella sera"
"Ma io..."
"Non dire che stavi scherzando. Anche in bagno ti stavi eccitando"
Rimase in silenzio.
"Fede, io voglio scopare te e Vanessa una volta per tutte. Rifacciamolo!"
"Impossibile"
"Perché?" Stavo perdendo la pazienza.
"Sarò sincera con te. La Vanessa è ancora vergine, e ci tiene."
Mi interruppi un attimo. La Vanessa era anche lei vergine? Non si sarebbe concessa mai!
"Ma non preoccuparti" disse la Fede.
"Non preoccuparti... cosa?"
"Penso io a tutto. Mi hai fatto bagnare in quel cesso. Voglio che tu mi svergini."
"Cosa?! Anche tu sei vergine?" Credevo mi stesse prendendo in giro.
"Sì... nel culo!"

Tornai a casa giubilante. Era questione di tempo, ormai. Ma quando?
Trovai la Fede quello stesso pomeriggio su Messenger. La contattai.

Alfa scrive:
ciao bella
FeDeRiCa scrive:
ciao cazzone
Alfa scrive:
allora... a quando?
FeDeRiCa scrive:
ascolta dobbiamo cogliere la vanessa di sorpresa, farla eccitare e poi vedi come si concederà a te!
Alfa scrive:
facile a dirsi... hai un piano?
FeDeRiCa scrive:
domani noi due andiamo in piscina, e poi passiamo la sera a casa sua. i suoi non ci sono
Alfa scrive:
perfetto... e poi?
FeDeRiCa scrive:
quando andrà a farsi una doccia...
Alfa scrive:
sborro al solo pensiero
FeDeRiCa scrive:
dai che non vedo l'ora di essere inculata! a domani, ti farò sapere quando venire
Alfa scrive:
venire... in che senso? =)
FeDeRiCa scrive:
ci siamo capiti caro!!!

Inutile dire come aspettavo l'indomani.

Il pomeriggio di quel mercoledì afoso posi il telefonino in ricarica. Non volevo assolutamente perdermi quest'occasione. Ma il tempo passava. Erano quasi le sette di sera, ormai iniziavo a pensare che la Fede mi avesse mentito, o che fosse successo qualcosa. Cominciavo a provare quella stessa sensazione di impazienza e di dubbio che si insinuò quella sera di luglio. E come quella sera, la Fede non mancò alla promessa fatta. Appena ricevetti un messaggio dalla Fede, presi le chiavi della macchina e corsi come un pazzo a casa della Vanessa.

Mi trovai lì in soli cinque minuti. Secondo il piano, feci uno squillo alla mia complice, per informarla del mio arrivo. Fede mi aprii dalla porta principale. Stava solo col costume da bagno, un magnifico due pezzi arancione. Le sue tette erano imperlate di sudore. Erano sode come non mai. Alla sola vista di quelle due bocce non ci capii più niente. Chiusi subito la porta e non diedi nemmeno il tempo alla Fede di salutarmi che già le avevo ficcato la mia lingua nella sua bocca. Quello è stato il bacio più erotico della mia vita. Non ho idea di quanto sia durato, ma le nostre lingue si sono rincorse nelle nostre bocche, mentre con le mani strizzavo il culo della Fede, e lei, vogliosa, già aveva sbottonato i miei pantaloni. Quando poi lei estraette completamente il mio cazzo dalle mutande, durissimo, e iniziò a massaggiarlo, violentemente le abbassai il costume inferiore, e senza aspettare un solo secondo, alzai la Fede dal pavimento, tenendola per le chiappe. Lei, istintivamente, cinse le sue meravigliose gambe intorno alla mia vita. Io allora la addossai al muro, e guardandola maliziosamente nei suoi occhi grandi, la penetrai deciso, facendola sobbalzare.

Quando realizzai che ormai, tecnicamente, non ero più vergine, provai uno strano sentimento, quasi di rimorso. Avevo aspettato tanto tempo per poterlo fare con una persona con la quale, speravo, ne sarebbe valsa la pena. Vedevo la mia prima volta come magica, un momento dolce, con affianco la ragazza che amo. Insomma, la mia prima volta sarebbe stata il coronamento di un amore travolgente. E invece, pensai, mi ritrovavo a sbattermi una puttanella che era praticamente una sconosciuta, per la quale non provavo nessun altro sentimento se non quello di farci sesso. Pensai allora che quella puttanella doveva essere punita. Ero arrabbiato con lei. Doveva essere punita.

Iniziai a sbatterla con un vigore inumano, con degli spasmi violenti, profondi. Volevo che tutto il mio cazzo entrasse in lei. La Fede inizialmente mi guardò straniata, forse impaurita. Sono sempre stato un tipo calmo. Ora invece me la stavo sbattendo come se fosse un oggetto. Ma poi il godimento che lei provava ad essere penetrata in profondità le fece cambiare espressione. Reclinò la testa all'indietro, spalancò il più possibile le gambe e iniziò ad emettere dei gemiti strozzati. Vanessa non doveva sentirci. Aumentai ancora di più il ritmo. La sbattevo come un forsennato. La Fede irrigidì i muscoli e strinse le mani sulle mie spalle. Le sue unghie mi facevano male. Ancora non le bastava, a quella puttana? Con un colpo rapido tolsi il mio cazzo completamente, per poi rificcarlo di nuovo, dopo aver preso una lunga rincorsa, velocemente ed in profondità. Sentii il frenulo che cedeva. Il dolore era piacevole. La Fede stava per venire. Ripresi fiato e ricominciai a sbatterla. Ad un certo punto Fede chiuse gli occhi e si portò un pugno alla bocca. Le sue gambe si strinsero attorno al mio culo, aumentando la penetrazione. Gridò come una puttana, pur tentando di mascherare quanto più possibile. Era venuta, sicuramente. Rimase immobile in quella posizione, pugno in bocca, occhi stretti e volto deformato dal piacere per alcuni secondi. Interruppi la penetrazione. Rimasi a guardarla. È sempre uno spettacolo, l'orgasmo femminile, ma quello della Federica era superbo.

Quando poi riaprii gli occhi, mi guardò, sudata e paonazza, ansimante e completamente spettinata, con un'espressione che non dimenticherò mai: l'espressione di una donna che per un attimo si è sentita posseduta completamente da un uomo, e che ha goduto come sa che non potrà godere mai più. Era impaurita, ma anche riconoscente. Aveva gli occhi lucidi. Decisi che per il momento avevo fatto abbastanza. La spostai dal muro e la ridiscesi a terra, mentre tiravo fuori il mio cazzo, con la cappella per la prima volta completamente scoperta. Nel fare ciò, dalla fica della Fede, rossa e aperta come non mai, cadde a terra una quantità incredibile di umori. Tesi l'orecchio. La Vanessa non aveva sentito niente: stava sotto l'acqua.

Prendemmo un attimo per ricomporci e dare una pulita. Ci guardammo negli occhi. Ci stavamo rendendo conto di quello che era successo, ma ci stavamo anche ricordando qual era il nostro obiettivo.
"Andiamo" disse la Fede con un filo di voce.
Ci avvicinammo al bagno della Vanessa. Aprimmo lentamente la porta. La Vanessa si stava lavando dentro una vasca da bagno, che usava come doccia. La vasca era attaccata al muro solo per un lato, quello minore, perchè faceva da divisorio. Potevo vederla da uno spiraglio tra la tenda e il muro. Si stava massaggiando le sue splendide tettine col bagnoschiuma. Aveva un'aria così innocente. Pregustavo il momento in cui l'avrei sfondata.
La Fede si girò verso di me. Mise parecchio tempo per catalizzare la mia attenzione, preso com'ero a spiare la Vanessa mentre iniziava a sciacquarsi.
"Ho un'idea. Ascoltami"
"Sì" sussurrai.
"Ora entro nel bagno e con una scusa inizio a massaggiarle la schiena. Poi piano piano entri tu e prendi il mio posto"
"Ho capito". Un classico della seduzione.

La Fede si aggiustò i capelli, si sfilò del tutto il reggiseno e mi guardò facendomi un occhiolino malizioso. Entrò nel bagno piano, bussando sullo stipite.
"Posso entrare, Vane?"
"Entra, Fede!"
"Ti posso dare una mano a passare l'olio idratante sulla schiena?"
"Ah... sì grazie"

Fede aprì di scatto la tenda. La Vanessa era completamente nuda. Stava finendo di sciacquarsi. Non sembrava minimamente imbarazzata dalla presenza della Fede, anche lei completamente nuda. Forse (e il pensiero mi eccitò tantissimo) non era la prima volta che si vedevano nude. Vanessa si adagiò sul fondo della vasca, mentre la Fede si mise a cavalcioni sui bordi della vasca dietro di lei, con la fica bene aperta.

La Vanessa, completamente nuda, era uno spettacolo. Aveva un fisico atletico. Tettine piccole, fianchi stretti e culetto piccolo, a mandolino. Notai che la sua fica era tenuta molto bene: i lati erano rasati, solo una striscia di pelo scuro, ancora insaponata. Strano per una verginella.

La Fede versò un po' d'olio sulle mani e iniziò a massaggiare. Notai che sulla mano sinistra portava ancora i segni rossi dei morsi che si era data al pugno per smorzare le urla. Non potevo rimanere con le mani in mano, così mi spogliai del tutto e cominciai una sega leggera. Credetti per un attimo che la Vanessa mi avesse visto. Ma mi sbagliavo. Nel frattempo la Fede iniziò a parlare.

"Ti ricordi quest'estate? Quella sera, a casa di Valentina?"
"E chi si dimentica... ma perché questa domanda?"
"No niente... mi chiedevo se tu hai voglia di rifare la stessa esperienza"
"Nooo... scherzi? È stato solo divertente"
"Non ti è piaciuto? Mi sembravi entusiasta quella sera"
"Sì, mi è piaciuto tanto, Fede". Ero fiero di me stesso.
"Allora... qual è il problema?"
"Non vorrei che mi prendesse per una ragazza facile"
"Vanessa, non potrai rimanere vergine fino al matrimonio" asserì Fede, con fare di una che la sa lunga. Mi lanciò un'occhiata. Silenziosamente entrai nel bagno, nudo, il cazzo in tiro, e presi il posto della Fede. Iniziai a massaggiare lentamente e delicatamente la schiena della Vanessa. Cercavo di fare il possibile per riprodurre il tocco delicato di una donna. Intanto la Fede, dietro di me, continuava a parlare.
"Credimi, Vane."
"Però..." Avevo iniziato a ungerle le tette. Si stava... Le piaceva...
"Però cosa?! Alla fine ti sei divertita... Godresti tantissimo. Perchè limitarti? Ti ricordi quando lui ti aveva iniziato a toccare la fica, e tu godevi come una porca..."
"Sì". Era diventata rossa. Ma perché aveva iniziato a toccarsi.
"Dai... ti ricordi quell'anno in secondo, quando avevi una cotta per lui?"

Mi girai a guardare la Fede. Non ne sapevo niente! La Fede mi guardò e mi fece cenno di continuare.

"Quante volte abbiamo fatto le "prove" e tu finivi col bagnarti tutta. Dicevi che gli volevi leccare le palle.".
Era l'occasione. Presi la testa della Vanessa, con l'intento di girarla, ma lei incredibilmente mi anticipò. Mi guardò negli occhi e disse "Ora posso leccartele davvero" e iniziò a leccarmele.Si girò a pecorina, e con la bocca si mise a succhiare avida i miei testicoli.

Guardai il muro di fronte e capii tutto. La Vanessa si era accorta della mia presenza guardando il mio riflesso nel pomello cromato della doccia. Però voleva dire che si stava... Era accondiscendente! Sarebbe stata la volta buona?

Ci sapeva fare con la bocca, Vanessa. Mentre mi leccava le palle, da dietro la Fede passo due mani e iniziò a farmi una sega. Era un godimento straordinario. Poi la Vanessa iniziò a farmi una pompa. Guardò per un attimo il mio cazzo. Forse si era accorta che non ero più vergine? Poco importava, anche perché un attimo dopo la mia cappella spariva nella bocca vogliosa della Vanessa. La Fede e io limonammo con trasporto, mentre lei ficcava tutto il dito medio nella fica, e io le giocavo col suo clitoride.
Certo che Vanessa era una grande esperta, in quanto a pompini. Per un attimo pensai di premiarla sborrandole in bocca, ma poi ricordai che non era quello il mio scopo, così, poco prima di venire, allontanai la bocca della Vanessa dal mio cazzo. Interruppi appena in tempo. La Vanessa mi guardò straniata, ma iniziammo a baciarci. La Fede partecipò al gioco, tanto che, in quel groviglio di lingue, posso dire di aver provato un bacio a tre. Particolare notevole, la Fede e la Vanessa amavano limonare tra di loro.

Ci alzammo dalla vasca. La Fede mi afferrò il cazzo e mi trascinò verso la camera da letto. Ricordava particolarmente quella sera di luglio. Ma poi sul letto si stese la Vanessa e spalancò le gambe. Contemplai per un attimo quella magnifica visione. La sua fica era piccola e il suo clitoride carnoso. Subito mi chinai e feci sfoggio di tutta la mia arte leccatoria. La Vanessa si bagnò subito, mentre la Fede si sedette su una poltrona e iniziò un lungo ditalino. Ogni tanto mordicchiavo con gli incisivi il clitoride, mentre strofinavo l'indice e il medio sulla fica, causando spasmi incontrollati da parte di una Vanessa che mai avrei pensato di conoscere così intimamente. Una volta accertatomi che la fica fosse ben bagnata, decisi che era il momento di deflorarla.

"Sei pronta?"
"A cosa?" C'era una nota di paura nella sua voce.
"Sai a cosa mi riferisco". La vidi esitare, così decisi di giocare d'astuzia. Mi stesi su di lei, senza penetrarla, ma appoggiando il cazzo sul suo ventre, e iniziai un lungo bacio passionale, delicato. Era quel genere di bacio che di solito offrivo alle storie importanti.
Mi staccai per un attimo e la guardai negli suoi grandi occhi verdi. Dolcemente le sussurrai:
"Davvero tu eri innamorata di me?"
"Sì" Arrossì, questa volta di imbarazzo.
"Ero l'uomo più importante della tua vita?"
"Lo sei ancora". Chiuse gli occhi. Era il via libera. Ripresi a baciarla, e, nella posizione del missionario, la penetrai lentamente. La sensazione che provai era incredibilmente diversa. La sua fica era più stretta, e io godevo maggiormente. Sentivo la carne che si distendeva al passaggio del mio cazzo. Arrivato in fondo sentii l'imene che si lacerava. La Vanessa sussultò. Una lacrima scese sul suo viso. Mi abbracciò, quasi volesse trovare conforto nel suo assalitore. La strinsi stretto e con un ultimo colpo di bacino feci nascere una nuova donna.

Continuò così, lentamente, per diversi minuti. Io la penetravo sempre più forte. La Federica guardava vogliosa la scenetta. Ormai il dolore aveva lasciato il posto al piacere. La Vanessa iniziava a gemere di eccitazione. Venne, urlando come una matta scatenata. I suoi spasmi aumentarono la penetrazione, così lei urlò ancora di più. Cacciai allora il mio cazzo. Un rivolo di liquidi trasparenti di riversò sul letto candido. Notai che avevano però un colore rossastro.

La Vanessa si alzò dal letto. Ansimava. "Vado un attimo in bagno", disse. Si era preoccupata, perdeva un po' di sangue.
Un attimo di tregua che la Fede si avvicinò verso di me, e riprendemmo a limonare con trasporto, mentre con le mani la stringevo, la penetravo, le strizzavo il culo e le tette, come avevo sempre sognato. Mi fece distendere supino sul letto. Si dispose a 69, perché io potessi deliziare il palato coi suoi umori, dolciastri e caldi. Fu così che le diedi il colpo di grazia per quello che fu il suo secondo orgasmo, mentre lei si era messa a pompare come una forsennata. Dopo essere venuta si alzò e si dispose a cavalcioni sul mio cazzo, durissimo, e iniziò a galopparmi. Le sue tette ballavano sul petto ritmicamente, ma rimanevano sode, di marmo. La Fede andava su e giù sempre più forte. Entrò anche la Vanessa, che, invece di dimostrarsi gelosa, si avvicinò a me per poter osservare meglio la scena. Poi la Fede si fermò. Seduta sul mio cazzo iniziò a leccarsi le labbra.

"Lo voglio nel culo".
"Puttana, Fede, sei una puttanella sfondata" . Non ci credevo. Pochi minuti prima avevo perso la verginità e avevo sverginato una ragazza, e adesso...
"Zitto" disse aggressiva, mentre si disponeva a pecorina sul letto. "Sfondami il culo"
"Dillo di nuovo". Mi piaceva quando si atteggiava a puttana navigata.
"SFONDAMI IL CULO, ROMPIMELO, SBATTIMI IL TUO CAZZONE NEL MIO CULO! LO VOGLIO TUTTO DENTRO!"

Cavoli, se la Fede era puttana.

Alla vista di quel buco magnifico, pensai bene prima di tutto di abituarlo un po' alla sodomizzazione. Infilai un dito, poi due, nel piccolo buchetto, che si allargò vistosamente. La Fede gridava. Godeva come una maiala. Poi, quasi a sorpresa, con un colpo preciso e violento le sfondai il culo. La Fede lanciò un urlo atroce. Le faceva tanto male? Mi interruppi. Ma lei si girò infuriata e mi scongiurò, arrabbiata e lacrimante, di continuare. Con colpi violenti di bacino cominciai ad incularla selvaggiamente. Era una scena più animale che umana. "La Fede ispira sesso violento", me l'aveva detto tempo fa un amico. Come aveva ragione. Mi sentivo onnipotente, in quel momento. Mi stavo inculando una gran bella gnocca, una mia compagna di classe! La stavo sfondando per bene. Sentivo che stavo per venire. Aumentai il ritmo.

"Sto per venire!"
"Ne voglio un po' anch'io" disse la Vanessa. "Lo voglio nella fica"
"Vuoi che ti sborri nella fica? Non sarebbe rischioso?"
"Me ne sbatto, voglio che tu abitui questa mia fica al sapore della sborra!"
"Ma..."
"Vienimi dentro e basta, ti faccio vedere io chi è la puttana" disse mentre, supina sul letto, apriva le gambe davanti a me e con le dita spalancava la sua fica novella.

Con disappunto della Fede, davanti a tanto convincente argomentazione, interruppi la sodomizzazione e ripresi a scopare con la Vanessa. Ormai non ce la facevo più.
"ECCOMI!" gridai.
Inondai la fica della Vanessa, tanto che parecchia sborra uscì fuori non appena tolsi l'uccello, questa volta con buona pace della Fede, che ne assaggiò un po', non potendo quindi lamentarsi di non aver avuto la sua parte. Fu una sborrata pazzesca, non solo perché in fondo era quasi un'ora che continuavo a sollecitare il mio cazzo, tra coiti interrotti e pause più o meno lunghe, ma anche perché in vista di un evento così eclatante, avevo fatto "astinenza" per più di una settimana. Ne avevo le palle piene, ed ero soddisfatto di averle svuotate nella fica della Vanessa. La sborra mi usciva a fiotti, talmente tanta che quasi era un getto continuo. Le due ragazze fecero a gara per ingoiare più sborra possibile. La Vanessa però non era soddisfatta, voleva ingoiarne altra e così, pochi minuti dopo aver limonato stesi sul letto, mi concesse un pompino finale. La ringraziai di questo favore venendole in bocca. Stremati, tutti e tre ci accasciammo sul letto, completamente nudi. La Vanessa aveva la fica grondante di sborra, e Federica si massaggiava il buco del culo, mentre, per non smentirsi mai, palpava il mio cazzo, che anche da moscio fa la sua bella figura.

Quel pomeriggio di settembre me lo ricorderò per sempre. In quello stesso giorno, nascevano un altro uomo, e un'altra donna. Nasceva anche un nuovo amore: la Vanessa ed io rimanemmo insieme fino alla fine del quinto anno, quando ci lasciammo perché partimmo entrambi per l'università. Fu un addio sofferto, perché io a lei tenevo molto. Ma soprattutto perché non era affatto gelosa, anzi, spesso organizzammo altri menage a trois, altre volte addirittura coinvolse sua sorella più grande, una bonazza alta e snella, con una terza di seno magnifica, che tra l'altro la domenica faceva da "umbrella girl" per il campionato regionale di go-kart, nel circuito vicino a dove abito, introducendomi in un gruppo di ventenni vogliose e tremendamente puttane, disposte anche ad organizzare "party del sesso": alcool, musica e orgie fantastiche. Ero divenuto popolare anche a scuola, e non nego di essermi fatto anche qualche ragazzina del terzo o del quarto. In questo dovetti ringraziare particolarmente la Fede, che iniziò una campagna propagandistica su di me incredibile. Ma ogni volta, con me c'era la Vanessa. A volte partecipava, altre volte si limitava a guardare.

Ora sono fidanzato con un'altra ragazza da ormai due anni. La nostra vita sessuale è molto concitata, non me ne lamento, ma mi mancano quelle ammucchiate, quegli esperimenti più o meno fantasiosi, quelle notti selvagge. La nostra storia è seria e stabile, ma confesso che a volte scrivo dei messaggi alla Vanessa e alla Fede, nei quali esprimo il mio desiderio di ritrovarci un giorno tutti a casa di qualcuno, per poter ritornare almeno con la fantasia (poi si sa, quel che sarà sarà) a quel quinto anno di liceo. Ma quei messaggi non li ho mai inviati.


Perché se ho imparato qualcosa nella vita, è che il tempo non torna indietro. E che quegli anni della mia giovinezza, ormai non torneranno più, ma li porterò con me per sempre, ricordi di un anno favoloso, di due donne favolose. Ricordo della mia prima volta, perché la prima volta non si dimentica mai.


Sinceramente vostro,
alfaeomega

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