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Aveva i due uomini in suo potere!
Aveva legato suo marito alla testata del letto, completamente nudo. Quando, un’ora dopo, rientrò nella camera del grande albergo, non era sola. Si portava dietro un ragazzo di colore, di 20, 25 anni al massimo.
Aprirono la porta ridacchiando, tutti e due. Lei si accostò al marito legato bocconi e lo sfiorò con un bacio sulla bocca. Senza dirgli un parola, si assicurò che i legacci ai polsi del suo uomo fossero ben stretti. Quindi gli tappò la bocca con un foulard: ora il marito non poteva più parlare. Solo vedere.
Abbassate le luci, la donna prese per mano la sua preda. Si spogliò il ragazzo nero lentamente, tastandogli i muscoli, delle braccia, delle gambe, del culo, uno dopo l’altro, senza fretta, assaporandoli di desiderio.
Infine sdraiò il ragazzo sul letto, completamente nudo. Il marito, all’altro capo del letto, vide l’erezione del ragazzo e vide lei, mentre cominciava a leccare quel membro nero e duro, sempre senza fretta, in silenzio. Poi lo prese in bocca, in un lungo, voluttuoso pompino, che tolse il fiato a suo marito. Che cosa stava succedendo? Sua moglie, una splendida quarantenne tutta casa e famiglia, lo stava lasciando senza fiato.
Infine lei si rialzò, ma non era affatto sazia. Prima si sfilò gli slip (solo gli slip, però), poi raccolse da terra la camicia di lui. Con quella legò, alla testata del letto, i polsi del ragazzo. Ora aveva i due uomini in suo potere! Infine s'insediò sopra quel giovane corpo e prese a cavalcarlo adagio, muovendosi appena con le anche, serrando la bocca e poi aprendola, ritmicamente.
Per il marito disteso lì a fianco era troppo. Il suo sesso non riuscì più a trattenersi ed esplose, con una vera fontanella di sperma. Sua moglie lo vide e sorrise appena. Poi riprese la cavalcata a spalle larghe e schiena arcuata, puntellandosi su e giù sul torace del ragazzo.
Il ragazzo sotto di lei non poté più aspettare e venne furiosamente dentro quella sconosciuta, così bianca, spudorata, misteriosa. Lei, semplicemente, s’inarcava su e giù, assecondando il rimo del suo nuovo maschio.
Cos’era se non la padrona assoluta di quei due uomini distesi e legati: uno dentro di lei, l’altro a fianco?
Attese che il ragazzo sotto di lei placasse la sua furia. Poi si rialzò da lui: per il momento non gli serviva più. Sempre in silenzio lo legò più saldamente alla testata del letto. Poi appoggiò la suola della scarpa sul petto nero del ragazzo disteso. Lui la guardò di sottecchi, sorpreso. Lentamente lei premette sempre più, con la suola e il tacco, il torace del ragazzo. Il suo nuovo amico girò gli occhi in una smorfia di dolore e di paura, ma lei rimase in quella posizione altera, inaccessibile.
Solo dopo molti, interminabili secondi si staccò e passò all’altro capo del letto. Qui ripeté l’operazione con suo marito, ma questa volta spinse il tacco molto più a fondo, fin dentro allo sterno, fino a strappare all’uomo che amava un piccolo grido di dolore. Intanto lui sbirciava da sotto in su il profilo della coscia magra e arcuata della sua padrona.
La dominatrice vide la sua eccitazione. Allora montò cavalcioni sul letto e prese posto sul membro nuovamente eretto che tante volte l’aveva posseduta. Lo sentì turgido come non mai e decise che era giunto il momento di scoparsi suo marito. Si slacciò la camicia e scoprì finalmente i seni, toccandosi la punta dei capezzoli protesi. Se li titillò più volte: sapeva quanto lui avrebbe desiderato morsicarglieli! Ma lui era sotto di lei, legato, ammutolito. Insediata sopra il suo uomo, si prese un lungo e carnalissimo orgasmo.
Non si dimenticava però del ragazzo disteso lì accanto. Spiò il momento in cui il giovane sesso nero cominciò di nuovo a rizzarsi, a farsi più grosso, sempre più proteso. Insediata sopra suo marito, non aveva occhi che per quell’altro. Quando cominciò a titillarsi le piccole tette nude, entrambi i maschi erano di nuovo pronti a esplodere. Per lei.

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