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Autobus


Quel giorno avevo voglia di divertirmi, visto che la vita sociale ed il lavoro erano stressanti in modo assurdo e il mio livello di sopportazione era decisamente agli sgoccioli.
Decisi che un po' di sesso sfrenato mi avrebbe sicuramente aiutata a riprendere il ritmo, e decisi che sarebbe stato qualcosa di estremamente particolare.
Dalla mia fortunata condizione di single potevo scegliere un qualsiasi partner occasionale, magari anche uno sconosciuto, per poter essere scopata come dicevo io.
Scelsi allora di tentare di realizzare una fantsia erotica che da parecchio tempo ormai mi stuzzicava la mente, e grazie alla quale riuscivo a raggiungere degli ottimi orgasmi masturbandomi.
Mi vestii in modo estremamente succinto, preliminare a cui non rinuncio mai, con una minigonna inguinale a pieghe ed una camicetta aderente, insieme ad un paio di scarpe a tacco a spillo. Ovviamente non portavo nessuna biancheria intima.
Mi truccai a dovere, percependo le pulsazioni del cuore aumentare man mano che si avvicinava il momento della realizzazione della mia fantasia, e già sentivo la mia fichetta inumidirsi al solo pensiero.
Infilai un lungo cappotto per nascondere il mio corpo ai troppo malintenzionati e uscii di casa dirigendomi alla fermata dell'autobus.
Una volta salita sul mezzo sentivo la mia eccitazione crescere durante la snervante attesa di un partner adatto. Cercavo con lo sguardo tra la folla di gente che entrava e scendeva ad ogni fermata, rimanendo sempre più delusa ogni volta che mi beccavo la frotta di vecchietti.
Fu dopo diverso tempo che accadde il colpo di fortuna che aspettavo: due ragazzi sui vent'anni, su cui subito catalizzai la mia attenzione.
Ne scelsi uno, senza badarci troppo, e cominciai a mostrare palesi segni di interesse, leccandomi le labbra e sorridendogli. Non ci mise molto a capire e, lasciato l'amico, si fece strada tra la calca fino all'angolo dove mi trovavo io.
Intanto mi ero slacciata il cappotto, lasciando intravedere la mi tenuta da puttana, e quando mi arrivò davanti, proteggendomi da sguardi indiscreti, lasciai cadere il cappotto per terra.
Cominciai a strofinare il seno ed i miei capezzoli ormai turgidi sul suo petto, mentre sorridevo languida. Lui sulle prime era sembrato molto spaesato, ma adesso appariva più che altro eccitato.
"Vorresti scopare la mia fichetta?" gli chiesi, mentre prendevo la sua mano tra le mie e, fattala passare tra le mie gambe sotto la gonna, cominciai a strofinarla contro il clitoride gonfio.
Lui capì l'antifona e cominciò a massaggiarmi la fichetta già bagnata, mentre io mi struscivo contro di lui inarcando la schiena.
Ero conscia che il resto delle persone sull'autobus avrebbero potuto vederci se avessero prestato attenzione, e la cosa rendeva il tutto ancor più eccitante.
Intanto le mie mani andarono lentamente al cavallo dei suoi jeans, dove potettero constatare un bel rigonfiamento. Li slacciai e cominciai a segarlo, dapprima lentamente, poi con maggior foga, facendolo ansimare per l'esasperazione.
Quando capii che aveva raggiunto il massimo della durezza, mi girai di schiena, strofinando il mio culetto contro il suo bel cazzo.
Lui, ormai al limite della sopportazione, strofinò un paio di volte il cazzo lungo la mia fessura pulsante, mentre con una mano mi massaggiava il clitoride da davanti, poi lo conficcò con un colpo solo nella mia fica zuppa.
Mi spinse contro il finestrino, fino a che i miei capezzoli non strofinarono attraverso il sottile tessuto della camicetta contro il vetro freddo, acuendo il mio piacere.
"Volevi che ti scopassi, eh, troietta? Adesso vedrai, fotterò la tua fica stretta fino a farti urlare!" mi sussurrò rudemente all'orecchio, mentre cominciava a stantuffarmi con movimenti regolari e contemporaneamente mi massaggiava il monte di Venere.
Il ritmo divenne sempre più incalzante, mentre sentivo il suo basso addome sbattere contro il mio culetto. Il suo cazzo duro mi strusciava contro le pareti della fica in modo rude, cosa che mandava scariche di piacere lungo tutto il mio corpo. Venni così intensamente che fu quasi doloroso, e lui sborrò con grandi spruzzi dentro la mia fichetta, su mia richiesta.

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