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A SCUOLA DI BRAVA MOGLIETTINA 4 di 4 INSEGAMENTO ALL’APPROCCIO E PRATICA
Ormai sapevo tutto del sesso, pensai. Dopo queste due settimane appena trascorse… ho preso cazzi in figa in culo e in bocca tutto il giorno tutti i giorni, ho avuto doppie penetrazioni, due cazzi in figa, ho bevuto sperma, mi sono fatta pisciare addosso, picchiare e insultare, che altro mi aspetta, ora?
Aprì l’armadio curiosa di sapere cosa vi avrei trovato questa settimana:rimasi stupita nel vedere che c’erano abiti del tutto normali, un po’ succinti o scollati magari, ma niente di volgare e oscenamente corto. Un’altra modifica fu apportata all’intimo, invece, sostituendo le autoreggenti con il reggicalze. Mi preparai e scesi a lezione. Ero terrorizzata. Arrivai davanti alla porta ed esitai un attimo, poi bussai ed entrai.
Fui sopresa di vedere che nell’aula non c’erano uomini ma solo donne.Gentilmente una di loro mi avvicinò e mi spiegò quale fosse il mio terzo step. In quelle due settimane avevo infatti imparato a farmi scopare ma non a scopare, a regalare piacere ma non a godere, adesso toccava a me. Fu così che mi insegnarono a spogliarmi, e a toccarmi. Andammo a bordo piscina e ci stendemmo su un lettino a prendere il sole, Cinzia si avvicinò poi a me e mi disse – ti hanno fatto male, eh? Sei piena di lividi. Ma ora glie la facciamo pagare. Mi sfilò la mutandine del costume e accostate le labbra alla mia fighetta iniziò a sicchiare, leccare, mordere con delicatezza. Poi infolò delicatamente un dito dento e lo fece vibrare. Venni come non mai, con delicatezza godevo di un forte e lngo orgasmo. Lei staccatasi dalla mia figa mi disse:
-guardali , li hai fatti divertire e ora sono li alla finestra a guardarti e sanno che non possono toccarti se tu non lo vuoi. Ti è piaciuto, fattelo fare quando ti capita! E così dicendo se ne andata a battersi un paio di quegli arrapatoni che ci guardavano lesbicare.
Rimasi turbata da quell’incontro, non sapevo di potermi eccitare e godere del tatto e della penetrazione di una donna.
In quella settimana imparai,con l’ausilio di vibratori e macchinari vari, a muovermi per godere e far godere, a scopare, insomma.
Imparai anche a far arrapare un uomo senza spogliarmi, ma solo con gesti, parole, sguardi languidi da troiana quale ero diventata.

Avevo ancor a una settimana di lezione in quel posto ma di pratica mi sembrava di averne fatta abbastanza, mi chiedevo come l’avrei impegnata.
Lunedì mattina ci incontrammo nella sala del caffè con le mie amiche lesbicone e qualche maschione libero. Non feci sesso ma fui invitata a uscire quella sera con loro. Samantha venne nella mia stanza ad aiutarmi a prepararmi per la sera: niente di appariscente ma non passavamo certo inosservate.
Arrivammo in un locale pieno di gente tipo una discoteca ma con meno fumo e la musica a volume più basso. Mi spiegarono che l’ultima parte de corso era una sorta di verifica e che avrei dovuto adescare almeno un uomo quella sera.
Mi misi di impegno. Vidi un uomo solo sulla 50tina che beveva al bar, mi avvicinai e cominciammo a parlare, lui aveva qualche problema con la moglie e io gli proposi di distrarsi. Andammo nella sua macchina parcheggiata dietro il locale e consumammo due ore di sesso puro. Con lui potè sperimentare quanto appreso e ricevetti anche i suoi complimenti per le mie grandi doti di scopatrice. Quando stavo per scendere dalla macchina lui mi allungò 150euro, dicendomi – si vede che sei del mestiere. Tieni, te li sei guadagnati.
Li presi e scesi. Durante la settimana, come per le altre unità, l’esercizio si ripetè regolarmente, ma nessuno più mi pagò. Io continuavo invece a pensare a questi episodio e più ci pensavo più mi eccitavo. Ne parlai con Clara che mi propose un esperienza estrema: la strada.
L’ultima sera allora mi conciai per bene: indossavo una mutanda aperta avanti e dietro nera con annesso reggiseno carioca e le autoreggenti dello stesso colore, un vestito color oro cortissimo e attillatissimo con una scollatura che poco lasciava all’immaginazione. Le scarpe sempre s’orate avevano 12cm di tacco.
Uscì con Cinzia, Clara e Amid e Salem, Mi lasciarono al bordo di una strada e lorosi posizionarono poco distante.
La prima macchina si fermò: era un signore distinto sui 40 anni ben vestito, ingellato e profumato. Concordammo il presso e salì in macchina. Ci spostammo di poco e iniziai a fargli un succulento pompino, io ero già fradicia di voglia di cazzo. Abbassai il sedile e gli fui sopra, me lo scopai per bene ed ebbi u orgasmo megagalattico, poi venne su lui e mi scopò ancora per venire a sua volta. Mi riaccompagnò dove mi aveva presa mi pagò e andò via. A questo punto i miei amici mi si avvicinarono per portarmi via ma io ero eccitatissima dalla situazione e volli fare tutta la notte. La situazione si presentò presto. Si fermò una macchina con su 5 ragazzotti, concordammo il prezzo e salì in macchina. Salita dietro mi sedetti in braccio a uno di loro e già iniziarono a tastarmi ovunque. Per comodità andammo in un motel e li ci scatenammo in una mega orgia fino al mattino.
Tornai a scuola verso le 5, avevo le calze rotte, i buchi arrossati e sperma ovunque. Feci una doccia e andai a dormire. Alle 9.30 venne a prendermi mio marito. Lo salutai calorosamente, come del resto feci con tutti i presenti, ormai non ero più la sua piccolina, o meglio non ero più solo sua!

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