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ANALISI CON IL BOSS
Lavoro come infermiere in un'ospedale in provincia di padova.
Nel mio reparto sono l'unico maschio, responsabilità non da poco se le colleghe sono invidiose e pettegole.
Qualsiasi attenzione riguardo alle poche con le quali si può parlare, innescano invidie nelle vecchie comari che vedono e rosicano, scambiando semplici gentilezze con telenovelle nelle loro testoline.
Per questo motivo cerco di essere attento al mio comportamento essendo il piu chiaro e limpido possibile.
L'unica persona invece, capace di smuovere una tempesta ormonale quando ci incontriamo è la coordinatrice del reparto e quindi mio diretto boss.
Dottoressa in psicologia, bionda, due bocce molto abbondanti,con un fianco da vespa e caviglie strette e nervose.
Il suo abbigliamento è sempre di gusto e, consapevole di essere donna,valorizza ancora di più quello che la natura le ha regalato.
Sotto al camice lascia sempre un bottone della camicetta aperto lasciando intravedere un seno prosperoso imprigionato da reggiseni a coppa. Tra le tante gonne, ne ha una di pelle nera con una lampo che parte da sotto al ginocchio e scorre sino alla vita, calze nere e scarpe con tacchi a spillo con un laccetto chiuso attorno alla caviglia, che solo alla vista me lo fa diventare duro come il ferro e lei lo sa e lo sente perchè le si inturgidiscono i capezzoli come due chiodi e spingono sul camice provocandomi situazioni difficili da frenare.
Nella vita comunque possono succedere cose che mai penseresti perchè dal momento che si era creata una situazione di mobbing nei miei confronti da parte delle colleghe più stronze un bel giorno Manu (diminutivo del boss)mi dice : " Edo, il mio nome, quando hai finito con la signora, ti aspetto nel mio ufficio !"
"Va bene..." rispondo io e un po preoccupato mi sbrigo a finire la medicazione e mi presento da lei.
Poggiata sulla scrivania mi da l'impressione di voler sbrigare velocemente la questione " Allora Edo cosa c'è che non va in reparto ?"
Capisco a malapena le sue parole perchè sto osservando la sua postura seduta sopra alla scrivania con le gambe dalla mia parte, sorretta da un braccio poggiato dietro alla schiena lasciando che il camice aperto mostri quelle due poppe da infarto che sembrano ancora più grosse e pronte ad essere dilaniate e con le gambe accavallate si diverte a muoverle avanti e indietro mettendomi in una situazione che mi costringe con le spalle al muro rapito da un’orda di pensieri da non riuscire a muovermi.
Nella testa, però, un turbinio di pensieri si accavallano l’uno sull’altro;.”Io le salto addosso e la straccio come se fosse un quotidiano…, fanculo il lavoro magari farsi trombare è quello che aspetta…o invece vuole avere la scusa per darmi il benservito…,posso tentare e se va storto la imploro di considerarlo un madornale errore dovuto allo stress…”
“Allora Edo hai perso la lingua ?” e scattando giù dalla scrivania si avvicina alla porta e gira la chiave ”Forse un pò più di privacy ti fa sentire meglio…” a quel punto zompo in avanti e poggio le mie mani sulle sue spalle per sussurrarle all’orecchio :”Manu non ho perso la lingua ,anzi aspetta solo di leccare la tua pochette..” e premendo il kazzo sulla sua schiena sposto le mani prima sui fianchi facendole sentire a che livello sia diventato duro il mio kazzo e poi salgo lungo la schiena e stringo le sue meravigliose tette mentre lei si fa scappare un piccolo gemito che è l’invito a proseguire sulle mie intenzioni.
“Se rimango in questo reparto è solo perchè ci sei tu” e sempre di schiena inizio a dirle sottovoce quello che provoca la sua presenza sfilandole il camice e spostando le mani su ogni punto più erotico del suo corpo.
Parto dalla nuca e baciandole il collo scendo su quel corpo da favola, le accarezzo le gambe e stringo le caviglie allargandole le gambe e iniziando ad aprire la lampo verso l’alto e lei sempre girata geme ed accarezza Godzylla che in un attimo è sbucato dai pantaloni e nel palmo delle sue calde mani è diventato enorme.
Quando la giro la camicetta aperta scopre il suo seno dove mi tuffo per baciarlo e strizzarle i capezzoli, la faccio sedere sulla scrivania con la gonna tutta aperta rivelando la sua lingerie,un minuscolo slip annodato sui fianchi copre la sua fighetta e le calze sono autoreggenti dando il massimo dell’erotismo al suo corpo.
Sposto il micro slip e inizio a leccargliela come un gelato, lei mi stringe con le unghie una spalla e quando certi colpi vanno a segno lancia la testa all’indietro seguita dai capelli che profumano di buono. Al momento giusto la giro,sollevo la gonna e lei poggiata sui gomiti mi dice “ Spaccami, scopami tutta, fammelo sentire sino in gola !!!”
Lentamente poggio la cappella sul suo pertugio umido e inizio ad infilarlo progressivamente alla sua voce che si innalza sempre di più. Con una mano le tappo la bocca e mentre lei succhia le mie dita io inizio a trombarla come un pistone rovente. Le sfondo la figa e con l’altra mano la palpo ovunque eccitandomi sempre di più fino a farla venire colando dalla sua fighetta color porpora tanta di quella sborra da scendere sino alle ginocchia. Mi fermo per leccare quel nettare divino e ormai con la testa a Ketama lascio che me lo prenda in bocca iniziando a spompinarmelo come la migliore delle troie, “ Si cosi…Manu…fino in gola voglio sbattertelo..” e senza farsi pregare due volte me lo succhia su e giù con le labbra e con la mano mi tira una sega stringendo sempre più forte.
Come le prendo la testa accompagnando il ritmo sento un calore partire dalle orecchie e scendendo lungo il ventre esplodo in una sborrata da urlo, lei igoia tutto quello che può e continua a leccarmelo dalla punta ai coglioni. Ripreso un po’ di fiato e lanciando sguardi eloquenti su quanto le sia piaciuto mi dice :
“Conto ovviamente sulla tua discrezione” mentre inizia a rivestirsi “ E spero che questo sia servito a tirarti su il morale !”
“Non potrebbe esserci cosa migliore Dottoressa e le garantisco che è stato terapeutico, cosi tanto da sperare in altri appuntamenti” sorridendo mi rimetto a posto anch’io e prima di uscire le dico “Solo questo manca” e stringendola per la vita la bacio con tutto me stesso sino a toglierle il fiato e spinto sul petto “ Edo, esca immediatamente e…. a presto !!!”
Juanito Vidal

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