STORIE PORNO
STORIE PORNO
I migliori racconti porno
amatoriali online!!
NN AGGIUNGO ALTROAddio al celibato. (Mirella1)La ziettaLe avventure di mia suocera - intro e cap.1La direttrice di banca fa i pompiniSono una vera bisex ?Dolce Silvanala scommessa
Nick: Password:

Pubblica la tua storia!
CLICCA QUI!!
Iscriviti alla newsletter!



Per ricevere tutte le nuove storie!!

... a volte il fato 3
L'auto divorava la strada incurante degli autovelox, avevo voglia di arrivare subito, magari prima di pranzo così avrei cercato di fare colazione assieme al mio lui, al mio lui, si perchè ero convinta che era già mio.
Le mie previsioni non andarono come avevo sperato, il traffico, a quell'ora, era molto intenso ma alla fine ci arrivai. Il cuore mi batteva forte, la mia figa era in subbuglio, le gambe mi tremavano... mi ero trasformata in una giovanetta al primo appuntamento... solo che non lo avevo avvisato che sarei arrivata e anche se avessi voluto non mi ero fatta dare il suo numero di telefono.
I lavori di ripristino della recinzione e dello spostamento del cancello proseguivano abbastanza spediti, stavo per imboccare il viale che porta alla casa quando vedo una persona, sbucata da non sò dove, fare cenno di fermarmi, era il responsabile edile dei lavori che voleva mettermi al corrente di quello già fatto e di quello che doveva fare. Abbassai il finestrino e quello infilò dentro la testa guardando la mia minigonna e quanto si poteva vedere delle mutandine.
Scambiammo i nostri pareri, mi stavo comportando come se fossi stata la diretta interessata e poi, con forza lo salutai per arrivare davanti a casa dove parcheggiai.
La porta d'ingresso era aperta, nella sala di destra, che funge anche da piccolo ufficio, c'era il mio lui impegnato in una discussione che aveva come oggetto delle modifiche all'impianto di illuminazione notturna. Entrai salutando con un formale Buongiorno, mi fece cenno di entrare. Naturalmente gli sguardi si spostarono dalle carte alle mie gambe che diventarono subito un oggetto di totale interesse, mi salutò con formalità, mi presentò invitandomi a partecipare alla discussione e alle decisioni. Mi sentivo importante come non mi ero mai sentita prima e anche un pò in imbarazzo. Decidemmo, in fretta, cosa si doveva fare e i signori se ne andarono.
- Bene- disse- mentre io metto a posto queste cartacce ci prepari un caffè?-
- Certo, subito- Ero felice di quell'incarico, grazie alla mia memoria fotografica mi ricordavo benissimo dove si trovava l'attrezzatura, il caffè e... tutto il resto. Andai nella cucina e cominciai a darmi da fare, i battiti del cuore si sentivano a qualche metro di distanza. Ci prendemmo il caffè parlando di come procedevano i lavori, alla fine:- A cosa devo il piacere delle tua visita?-
- Passavo di qua e sono venuta a vedere come procedevano i lavori.- Accidenti come ero diventata brava a dire le bugie, ma perchè non gli dicevo la verità? Mi sembrava così facile dirgliela e ora mi rendevo conto che era difficile.
- Solo questo? Ti interessano così tanto....?
- Non solo per questo...-mi feci forza, ora o mai più, la mia risposta fu molto diversa da quella che volevo-...vedi, l'ultima volta- come se ce ne fossero state altre- mi sono dimenticata le mutandine, sono venuta a riprendermele.-
- Mi sembra giusto.- Disse prendendomi per mano per portarmi in una camera con un grande letto matrimoniale. Si avvicinò ad un quadro che fece ruotare mettendo in evidenza una cassaforte non molto grande. In mia presenza digitò la combinazione, aprì la porta, tolse un paio di micro mutandine, se le portò in corrispondenza del naso aspirando con aria beata.
- Sono le tue, prima di consegnartele non ho resistito alla tentazione di farmi una riserva del profumo della tua fighetta, delizioso.- disse porgendomele. Tutto si era svolto con la massima naturalezza da parte sua, io ero stupita per dove aveva posto le mutandine, il modo di conservarle come se fossero state ricoperte di diamanti, dall'odorarle, dal pormele. Non sapevo cosa fare, ma quel che era peggio, non sapevo cosa dire. Allungai la mano per prenderle ma la ritrassi.
- Meglio se le conservi tu, qui staranno più al sicuro.- Era tutto quello che mi era venuto in mente. Le riprese, le rimise nella cassaforte, la chiuse, ri-ruotò il quadro e tutto fu come prima.
La mia figa si trovò disorientata, come del resto lo ero io, eravamo venute con ben altre intenzioni... ma possibile che quell'uomo vedendo le mie gambe, la mia minigonna, quello che si intravvedeva del mio seno attraverso la trasparenza della camicetta e, come se non bastasse, avevo sbottonato altri due bottoni... ecco con tutto questo era impassibile. Un sospetto atroce mi passò per la mente, forse era impotente o peggio ancora era gay? No! Non poteva essere ne l'uno ne l'altro... che razza di sospetto mi era venuto, lo ricacciai indietro con forza.
-Spero che quelle in cassaforte non siano le uniche mutandine che possiedi.- mi disse con ironia.
- No - le dissi sollevando la gonna - come vedi ne ho altre e altre sono a casa, sono ben fornita di tutti i modelli che sono sul mercato.-
- Vedo - disse - peccato, ho sempre desiderato una donna che giri per casa senza mutandine...-
Non lo lasciai finire.
- Se è per questo si rimedia subito.- dissi. Infilai le mani ai lati della gonna, cercando di non sollevarla sul davanti, feci scorrere le mutandine che sfilai completamente.
- Ecco, ogni tuo desiderio è un'ordine, - dissi ridendo e porgendogliele - affinché non mi venga la tentazione di rimettermele mettile in compagnia delle altre.-
- Fallo tu, ora sai come si fa, conosci la combinazione e... non mi dire di no, ho visto che possiedi una memoria fotografica, di certo non te la sarai dimenticata.-
- Ma tu ti comporti sempre così con le persone che vedi per la seconda volta?- Dissi mentre procedevo all'operazione cassaforte.
- E tu ti comporti sempre così quando ti rechi a casa di persone che non conosci?
Era tutto così strano da sembrare inverosimile, intanto la mia fighetta, il stare in libertà, addirittura in casa di uno semi-sconosciuto, aveva ripreso ad eccitarsi, approfittando di un attimo che Francesco non mi guardava, me la toccai, era bagnatissima tanto da farmi temere che qualche goccia potesse cadere per terra.
Non sapevo cosa fare, ero preoccupata per la paura delle eventuali gocce ma ero anche arrabbiata con lui per la sua indifferenza. Ho avuto molti complimenti da parte delle donne per il mio corpo considerato perfetto, gli uomini mi guardavano con quello sguardo pieno di desiderio di portarmi a letto, non mi ero mai concessa al primo sconosciuto come stavo facendo ora, non mi era mai successo che un uomo rimanesse indifferente davanti a me, sopratutto sapendo che non portavo l'intimo. Ero talmente arrabbiata e decisa, se non avesse preso lui l'iniziativa la avrei presa io anche a costo di essere denunciata per violenza sessuale.
Questa idea mi fece sorridere, se una donna denuncia di essere stata violentata da un uomo, l'uomo viene condannato ma, se un uomo denuncia di essere stato violentato da una donna, e il giudice dopo aver constato che tipo di donna, condanna l'uomo al carcere e butta via la chiave.
Continua 3° puntata
Surhama

COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO
MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!


Eccitometro (Numero di voti: 17): 5.76 Commenti (289)

Quanto ti ha eccitato questa storia??!!
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10