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"Sai? Somigli a Lisa Ann!"
Scritta da: Allorbert (8)

La rimpatriata della quinta classe del liceo scientifico della mia ragazza. Era una classe composta prevalentemente da donne, infatti di solito si riunivano tra loro, ma questa volta no, questa volta erano inviatati tutti i fidanzati dato che avevano constatato di essere tutte quante accoppiate…era la notte dei trofei.
Ci incontriamo in una pizzeria fuori mano, è Luglio, c’è una gran pace, un gran giardino antistante la sala e un gran parcheggio. Parcheggiata l’auto mi accorgo che siamo in ritardo “te l’avevo detto io di non fare lo stupido” mi dice Rossella, la mia ragazza, in riferimento alla sveltina avvenuta durante il tragitto. Le sue cosce scoperte e i suoi tacchi dorati me lo fanno sempre diventare di marmo.
Ci avviciniamo al gruppo, sembra ci siano tutti, ci scusiamo per il ritardo. Rita, un’amica riccia e robusta esclama “tranquilli, manca la signora, figuriamoci se non doveva ritardare” e guardando la mia ragazza continua “ti sembra una novità?”.
Parlano di Sheila, non la vedo dal quarto anno, la ricordo come una ragazza vivace, bruna, capelli ondulati, un bel seno, un po’ malvista da molte ragazze della classe sia per la sua bellezza ma anche per i suoi modi di fare al limite del provocante.
Si sente un rombo, è la Porche Cayenne del ragazzo, sì, un ragazzone alto quasi due metri, ma vicino anche al quintale e mezzo. Avrà una marea di soldi, ma scende dall’auto con dei mocassini blu elettrico, un bermuda arancione e una polo gialla. Lei, l’avevano definita alla perfezione, è una signora. 23 anni e dimostrarne 40, ma non perché porti male i suoi anni, ma per il semplice fatto che è donna, che sa quel che vuole, e pur di arrivare ai suoi obiettivi scopa con un grassone. Indossa un vestitino bianco con scollatura e scoscio scandalosi, il tutto arricchito da un paio di zeppe argentate.
Saluta tutti, le sue ex compagne al suo fianco sembrano tutte delle ragazzine, soprattutto quelle che indossano un paio di nike e jeans scuri.
Entriamo, siamo una quarantina, faccio andare avanti prima lei, e senza essere troppo sfacciato la seguo e cerco di mettermi se non di fronte o di fianco, almeno nelle sue vicinanze, ho già perso le testa per le sue forme. Riesco a sedermi di fronte a lei spostato di due sedie a sinistra, ma fortuna vuole che mi chiedano di scalare, ed ecco che me la trovo precisamente di fronte, lei e le sue tette strabordanti. Alla mia sinistra si accomoda il ragazzo, alla mia destra Rossella.
Ordiniamo, alla richiesta delle bibite io chiedo la carta dei vini, il ragazzo, da buon riccone, apprezza la mia richiesta, e una volta giunta a tavola la carta confabuliamo su quale sia la scelta migliore. Si decide per un Chianti, e Sheila esclama “che bravi, il mio preferito, vuol dire che vi accompagnerò anche io nel bere”.
Arrivano gli antipasti, sono abbondanti, la prima bottiglia va via come nulla, ordiniamo la seconda, il tempo di versare e siamo già a metà. A stento manteniamo la piena lucidità, io stesso non riesco a governarmi perfettamente lanciando occhiate procaci a lei e alla sua scollatura. Terminati gli antipasti, termina anche la seconda bottiglia di vino. Pausa sigaretta, peccato che io non fumi, ma accompagno fuori comunque i fumatori, tra cui Sheila e il ragazzo, la mia ragazza resta dentro a chiacchierare.
“Perché sei uscito se non fumi?” chiede lei sorridendomi
“Volevo prendere una boccata d’aria, e poi non si sa mai, se spunta fuori qualcosa di più che una sigaretta sono pronto a partecipare” rispondo
Resta interdetta “scusa in che senso?”
“Niente, se ci fosse un po’ d’erba” spiego ridendo
“Aaaaah buongustaio” esclama poggiandomi una mano sulla spalla “ma Rossella lo sa?”
“Sì ma non fa problemi” svio
“A dir la verità” mi dice “stasera ho qualcosa con me, perché dopo questa cena avrei intenzione di vedermi con altre amiche e divertirmi un po’, senza che il mio lui lo sappia, è chiaro. Ma visto che ti sei offerto volontario vediamo se più tardi riusciamo a inventarci qualcosa”.
Stento a crederci, è molto cordiale ed è subito entrata in confidenza. Torniamo dentro.
Arrivano le pizze al centro, arriva altro vino, Sheila riempie con insistenza il bicchiere del suo ragazzo, e il maialazzo tracanna e butta giù. Alla fine delle pizze lui è completamente ubriaco, noi siamo alticci, abbastanza alticci, ma riusciamo a dominarci.
Ci alziamo in piedi per una seconda pausa sigaretta, ma una volta issatosi dalla sedia il quintale e mezzo cede di schianto e mi crolla addosso. “Tranquilli, tranquilli” dico a tutti i presenti “Sheila, dammi le chiavi della macchina così lo faccio stendere un momento” mi porge le chiavi “ti accompagno” mi dice.
Ci avviamo al parcheggio, lo trascino con l’aiuto di Sheila a fatica, apriamo la portella e lo facciamo stendere, lui è praticamente un rinoceronte addormentato.
Ecco che lei, non curante di un suo risveglio, fa uscire dalla pochette una cartina e una bustina “ti va una sveltina?” mi chiede ridendo fragorosamente.
“Non chiedermelo due volte, potrei fraintendere” rispondo ghignando con fare malizioso
“Non sarebbe comunque colpa nostra - incalza la troia “abbiamo la giustificazione del vino, e di questa - dice sbriciolando l’erba e mischiandola col tabacco”.
Termina la sua opera narcotica leccando con maestria la cartina e facendo uscire un cannone di tutto rispetto. Il cinghiale dorme, lei accende, una grossa fumata bianca, due tiri e poi me la passa, è ottima.
Stiamo per ultimare la canna quando me ne esco non contando neanche fino a dieci con una constatazione “sai, somigli maledettamente a una famosa pornostar?”
“Cooome?” mi chiede lei stupita e divertita dall’insolita affermazione
“Sì, si chiama Lisa Ann, è quella che chiamano una milf. Sai cosa significa no?”
“Sì” risponde “mi stai dando della vecchia”
“Ma smettila – replico – è un pezzo di fica, dovresti essere onorata. Vabbè lasciamo perdere, è il fumo che mi fa parlare”
“Fammela vedere” chiede lei
“Cosa?”
“Fammi vedere questa Lisa Ann, fammi vedere se mi somiglia davvero”
Esco il cellulare, la guardo negli occhi con una faccia da culo e chiedo “vuoi guardare una foto o un video?”
“Non lo so. Vediamo quanto sei porco”
Apro il sito di Youporn, digito Lisa Ann, ed ecco un suo video mentre è stesa su un bordo piscina, vado subito avanti e le porgo il telefono mentre è in atto un bel pompino. “Che dici? Ti somiglia?”
“Maledettamente” sussurra mentre sgrana gli occhi davanti al cazzone del porno attore
“Davvero? Allora ci ho beccato – dico divertito – e ti ritrovi anche nei pompini?”
“Penso che dovremmo continuare questa conversazione lontano da qui - afferma lei molto risolutamente – ma adesso sta a te entrare nella sala e trovare una scusa per allontanarti con me e con il mio ragazzone per una ventina di minuti” e così dicendo passa una mano sul mio pacco per assicurarsi se ne valga la pena, io rispondo avvicinandomi e avvinghiando il suo culo rotondo con una manata decisa. Indossa un perizoma, il mio cazzo diventa una pietra.
Torno in sala, mi avvicino con fare discreto alla mia ragazza “ehi ehi senti, non voglio allarmare tutti, ma quel cretino ha sboccato l’anima e ha avuto una crisi respiratoria. Sta bene, si vede, ma Sheila è preoccupata e mi ha chiesto di accompagnarli al pronto soccorso. A me sembra esagerato sinceramente, ora vedo se andiamo a fare un salto a casa di questo e magari si riprende”
Non è una gran scusa, lei appare molto dubbiosa “vabbè ma perché tu? – mi chiede – dai adesso vengo anche io”.
“Ma lascia stare, che fai ti rovini la serata per quel cretino? Fidati, venti minuti e sono di nuovo da te, non è colpa mia se era seduto accanto a me e se mi è crollato addosso”
Lei appare ancora dubbiosa, ma alla fine riesco a strapparle un “va bene”.
Esco, sorrido, montiamo in macchina con il moribondo sui sedili posteriori, mi ritrovo a guidare una porche con una porca al mio fianco, sembra una gran serata.
Scendiamo con la macchina verso il mare, lasciamo la macchina in un parcheggio di un lido, io e Sheila scendiamo, lui dorme profondamente. La cingo da dietro, le palpo il culo, lo stringo, la stoffa del vestito divide la mia carne dalla sua ancora per poco, imbocchiamo il sentiero di una pineta.
Appena trovato una svincolo la spingo dentro, c’è un avvallamento, lei incespica e finisce in ginocchio.
“Perfetto, non ti muovere – abbasso la zip ed esco il mio cazzo già bello duro – sei nella posizione giusta, vediamo quanto sei Lisa Ann”.
Afferra il cazzo, mi guarda negli occhi, esce la lingua, e lo butta tutto giù, lentamente, e sempre lentamente lo fa uscire fuori grondante di saliva. Ripeta la cosa, un’altra volta, ma più velocemente, e poi una terza, sempre guardandomi negli occhi, sempre più velocemente. Sputa sulla mia capocchia scintillante per la sua saliva e inizia a segare con la mano e succhiare con la bocca, avanti e dietro con la testa, con foga, non mi guarda più negli occhi, è solo concentrata a ciucciare e ad assaporare.
Ora si stacca, guarda il mio cazzo e lo sega con forza “è molto bello il tuo cazzo – dice con voce da maiala – Rossella non se lo merita un porco come te”. Sega e si tocca le tettone, le stringe nella sua mano una a turno benchè ancora costrette nel vestito.
“Spogliati tutta – le ordino – ti voglio completamente nuda”. Si alza in piedi, mi fissa, fa scivolare le brettelline del vestitino e del reggiseno contemporaneamente giù, escono le sue tettone, sono enormi, perfette. Le afferra entrambe nelle sue mani, le stringe, le porta alla sua bocca, esce la lingua e le lecca avidamente, sempre fissandomi negli occhi, io non posso che segarmi lentamente.
Ora fa scivolare il vestito più giù, fino ai fianchi, lentamente lo fa scendere lungo il bacino, fino ad accarezzare le gambe e cadere ai suoi piedi. Ha un perizoma bianco, si volta, mi mostra il suo culo chinandosi a pecora e stringendolo tra le sue mani.
Ora anche il perizoma scende giù, con un calcio lo scosta verso i vestiti, la puttana è completamente nuda come io ho chiesto. Mi avvicino, apriamo le nostre bocche, lecchiamo le nostre lingue a vicenda, io spingo la mia lingua il più possibile a fondo quasi come fosse ancora il mio cazzo. Le stringo il culo, lo schiaffeggio, tocco le sue tette, le unisco, le bacio, le lecco, mordo i suoi capezzoli duri. “SCOPAMI” mi urla.
La sbatto contro il tronco di un pino, le alzo la gamba destra ed entro dritto con il mio cazzo, lei ansima già dopo le prime botte, sembra stia recitando, ma sentirla mugolare è un piacere immenso “aaaah, sì dai, infilalo tutto". La cosa dura appena un minuto, scopare in piedi con gli aghi di pino è abbastanza scomodo. La faccio stendere, alzo entrambe le gambe ed entro dentro “uuuhmmmm” questa volta il mugolio è diverso, colpita e affondata. La scopo con forza, lei a bocca aperta mi guarda negli occhi e gode a ogni mia botta “aaah dai, sì ti prego, scopami scopami forte aaah” le mie palle sbattono sul suo culo, a mio piacimento ogni tanto la giro su un fianco in modo da avere tutto il suo culo in bella vista, la scopo con le gambe strette e schiaffeggio il suo culo da maiala.
Esco il cazzo grondante dei suoi umori, la invito a rimettersi in ginocchio per risucchiarmi il cazzo. Non si fa pregare, lo afferra con una mano, con l’altra massaggia le mie palle e con la lingua solletica la cappella. Poi tutto giù, due, tre volte. “Continua a scoparmi – dice mettendosi carponi per terra – sbattimi a pecora, dai”.
Sono alle sue spalle, la sovrasto con il mio corpo e scendo con il cazzo dritto nella sua fica, come una spada. Entro agevolmente, è caldissima, la afferro per i fianchi e la sbatto con forza “ooooh madonna, sì sì sbattimi così, bravo aaaah” schiaffoni partono sul suo culone da vacca, entro tutto dentro e piegandomi lecco la sua schiena che si inarca ogni volta che la penetro completamente. Ora le spingo le testa verso il basso “alza di più questo culo da maiala” le ordino, mi isso e la scopo con i piedi piantati per terra, tutto dentro e tutto fuori, velocemente, lei impazzisce “aaaaah, aaaaah dai dai sì dai che vengo,mmmmh uuhmm dai così così aaaah ahhhhhh aaaaaah” la puttana viene tra le urla afferrando e mordendo il tappeto di aghi di pino su cui è poggiata. Io in preda alla foga la faccio alzare, la sbatto sempre a pecora contro il tronco del pino, punto il mio cazzo nella sua fica e la scopo con tutta la forza possibile, voglio venire, è già tardi.
“Aaaaaah dai che schizzo, dai che vengo, dove vuoi essere schizzata puttana?” chiedo mentre sento il mio cazzo ingrossarsi sempre di più
“Sulla schiena, sul culo, schizzami dietro, riempimi la schiena di sborra, dai schizza maiale” urla come un ossessa, e arrapato, esco in tempo il cazzo pulsante dalla sua fica fradicia e la riempio di calda sborra lungo tutta la schiena e sul culo. La troia raccoglie tutto con le dita e assaggia la mia sborra leccandosi divertita e ingorda le mani. Ci rivestiamo.
Torniamo alla macchina, non curanti per tutto il tempo di essere scoperti. Ma nessun pericolo, lui dorme ancora, si sveglia appena messa in moto la Porche. “Ehi ciccio bentornato - esclama lei girandosi verso di lui – ti abbiamo portato a fare un giro per farti riprendere, come stai?”
“Dove siamo?”

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