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"Incidente" sul Grande Raccordo Anulare
Proprio oggi, appena uscita dal lavoro è accaduta qualcosa che non avrei mai immaginato,e che ha cambiato la mia vita: ho messo le corna a mio marito con uno sconosciuto! Come dicevo, ero in auto sul GRA appena uscita dal lavoro verso le 14, guidavo e usavo il cellulare parlando con mio marito che in questi giorni è lontano da casa per lavoro, quando appena terminata la telefonata all'improvviso mi trovo a tamponare una moto che mi precedeva e che si era fermata ad uno stop, non l'avevo vista essendo al cellulare. Sulla moto tamponata c'è un ragazzo molto giovane che si rialzò ed esaminò i danni alla sua moto e poi rivolto verso di me allargò le braccia come a dire che diavolo sia successo, anch'io allora scendo dall'auto spaventata e sconvolta dall'accaduto, era la prima volta che restavo coinvolta in un incidente d'auto. Il ragazzo era abbastanza seccato, ma in ogni modo con fare gentile si è accertato che io stessi bene, in effetti ero un pò scioccata ma intera, la mia auto era tutto sommato intatta mentre la moto del ragazzo aveva subito un danno non pesante ma comunque abbastanza visibile. Il ragazzo mi chiese se io fossi assicurata,gli risposi di si, presi i documenti e il modulo per constatazione amichevole e mi misi sul cofano a compilarlo mentre il ragazzo stava osservando da vicino il danno , mentre stavo compilando mi accorsi che il ragazzo mi lanciava occhiate e più precisamente puntava il mio sederino, non sono una top model o un attrice ma sono una bella donna con i capelli rossi e devo ammettere che a 52 anni faccio ancora la mia figura. Oggi poi ero anche vestita in maniera abbastanza sensuale cosa che non ha mancato di attrarre il giovane che stava accanto a me, indossavo un tailleur rosso la gonna al ginocchio aveva due profondi spacchi laterali che si erano allargati oltremodo grazie alla posizione che tenevo per scrivere e quindi lasciavano intravedere le mie gambe fasciate da autoreggenti anch'esse nere. Io per natura sono una donna poco intraprendente anche se non timida, ma non una pantera come una delle mie colleghe che sinceramente ha l'aria della puttana, sono una tranquilla moglie e madre con un lavoro che la gratifica come tante, ma oggi quel ragazzo che mi squadrava in modo così intenso mi faceva sentire diversa dal solito, per lunghi attimi ci scambiammo sguardi profondi, devo dire che il ragazzo era veramente intrigante, alto sull' 1 e 90, capelli castani lisci e lunghi nella schiena e una presenza fisica tutt' altro che disprezzabile. Pensai fra me cosa stessi facendo, stavo amoreggiando con un ragazzo sconosciuto? non capivo che mi stesse capitando, non ho mai guardato altri maschi e sono(o meglio ero) fedele a mio marito e adesso...mah, cercai di togliere quei pensieri dalla mia mente, ma il ragazzo si fece esplicito con una frase che non lasciava dubbi: "Beh, signora, dopotutto la mia moto non ha subìto niente di che, non vorrei che avesse problemi con la sua assicurazione... solo che però a me non va di andare via senza un qualche "risarcimento", sa com'è... si potrebbe andare da qualche parte e risolvere l'incidente fra noi,a quattr'occhi... altrimenti potrei fare presente che mentre mi tamponava stava al cellulare e questo non le gioverebbe in alcun modo,invece se lei mi offrisse qualcosa la faccenda si chiuderebbe in una bolla di sapone",io non credevo alle mie orecchie mi stava apertamente invitando ad avere con lui dei rapporti di qualche tipo!!! La mia prima reazione fu rabbiosa, per chi mi aveva preso?, per una puttana da strada, avrei voluto picchiarlo,però c'era qualcosa di diverso in me oggi e volevo capire cosa fosse quel qualcosa. Riflettei un pò,in un certo senso aveva ragione se fossimo andati avanti con la procedura avrei sicuramente pagato una cifra non indifferente e anche il mio livello della RCA sarebbe salito non poco, invece avrei potuto cavarmela con poco, magari con un pompino (non che fossi così esperta, avendoli fatti solo a mio marito), del resto nonostante l'aspetto e la spavalderia era sempre un ragazzo di 20 anni, 30 anni meno di me, che avrebbe potuto essere mio figlio,in poche parole me lo sarei rigirato a modino. Non avevo impegni quel pomeriggio, mio marito fuori città e i figli da mia madre fino a sera, accettai quindi la sua proposta,mi guardai in giro alla ricerca di un posto dove poterci appartare e dare seguito al nostro accordo in fretta. Ma con mia sorpresa lui mi disse di salire in auto e seguirlo senza fare storie. Dopo un paio di chilometri entrò in un parcheggio ed io con lui. Smontò ed io lo seguii verso degli edifici, non mi ero accorta dove fossimo,solo ora mi resi conto che stavamo entrando in un motel per automobilisti, in fretta lo raggiunsi e lo fermai chiedendogli cosa avesse in mente, lui rispose che avremmo(a mie spese, ovviamente) affittato una stanza per qualche ora(qualche ora ?!) e lì avremmo tenuto fede al nostro accordo. Spiazzata dalla piega che avevano preso gli eventi,mi dovetti adeguare sperando che tutto terminasse velocemente, anche se iniziavo a sentire che il "qualcosa" che in me non andava stava velocemente prendendo il sopravvento su di me. La camera era l'ultima della fila di un edificio basso ad un solo piano,entrammo e aprimmo le tende scure facendo filtrare la luce del sole pomeridiano ed iniziammo a metterci più nostro agio possibile. Lui si era tolto il giubbotto e m’invitava ad avvicinarmi a lui, appena vicina mi afferrò rudemente(e la cosa mi piacque da matti)per i fianchi e mi tolse la giacca, rimasi con il corpetto di pizzo nero, si fece ancora più vicino e mi baciò sensualmente e con forza, io mi feci prendere dalla voglia come non mi era mai successo, sentivo le sue labbra sulle mie e la sua lingua farsi strada nella mia bocca, risposi facendo altrettanto fu un bacio infuocato pieno di passione ed eros. In quello stesso istante caddero le mie inibizioni, avevo un ragazzo giovane, voglioso e forte che voleva null'altro che possedermi, sentii una sensazione potente dentro me, percepivo un calore giù fra i reni e da lì più in basso,fremevo, tutto il mio corpo era in tumulto, persi il controllo e senza rendermi conto godetti, ebbi un orgasmo, stavo venendo, incredibile questo ragazzo mi aveva fatto venire solo con un bacio!!! Il ragazzo capì ciò che era avvenuto e sorrise con dolcezza, si avvicinò di nuovo, io ero in preda alla voglia, sentivo i miei umori tracimare dalla mia gattina, il perizoma di pizzo era fradicio e lungo le cosce sentivo fluire il mio piacere liquido, lui mi mise una mano sotto la gonna, accarezzò l'interno delle mie cosce e poi più su, infilò le dita sotto le mutandine, le ritirò colme dei miei liquidi e se le mise in bocca gustando ciò che era appena uscito dal mio ventre. Io rimasi scossa, non credevo possibile ciò che vedevo(ma molte altre sarebbero state le cose incredibili da oggi in avanti), lui stava leccandosi le dita bagnate delle mie voglie, la cosa mi fece traballare sulle gambe, mi fece eccitare ancor di più talmente tanto che subito venni di nuovo e forse anche più di prima, con la gonna alzata ai fianchi, lo schizzo dalla mia micia uscì trapassando il pizzo sottile e piovve sul pavimento, impensabile fino ad oggi, ebbi due orgasmi in pochi istanti e senza che lui mi avesse ancora toccato. Il ragazzo assistette alla scena e mi baciò di nuovo e in preda al piacere iniziammo a svestirci l'un l'altra, lui mi tolse la gonna, afferrò i miei grossi e sodi seni e li fece uscire dalle coppe del corpetto di pizzo lasciando che si posassero su di esso, erano ben sode e l'eccitazione le aveva rese ancor più dure e con i capezzoli rossi e congestionati che spuntavano duri come chiodi.Io gli tolsi la camicia e i jeans,rimase in boxer,aveva un corpo perfetto e spostando lo sguardo verso il basso potei notare che avrei avuto una bella razione di sesso duro,ora il tempo e la fretta non avevano più senso,eravamo solo io e lui e nessuno altro. Il ragazzo prese le mie mani e le indirizzò verso il suo pube,lo accarezzai e finalmente gli tolsi i boxer e...lì rimasi senza fiato,avevo intuito che potesse essere ben fornito ma mai mi sarei attesa ciò che stavo vedendo,era semplicemente enorme,non che abbia grande esperienza in dimensioni dei membri maschili,ma posso tranquillamente affermare che questo è decisamente fuori da ogni statistica,confrontato poi con quello di mio marito in erezione era oltre il doppio mentre quello del ragazzo era ancora a riposo e non parliamo poi di quanto fosse largo! Lui mi prese di nuovo per mano,mi accarezzò il viso e iniziò a baciarmi ovunque,le sue labbra calde passavano e ripassavano sul mio collo,le mie spalle, i miei seni e poi giù verso l'ombelico che venne esplorato dalla sua ruvida lingua,mi sollevò per i fianchi e mi depose sul letto e si tuffò verso la mia micia con il suo ciuffetto di peli rossi e iniziò a baciarla,a leccare il mio sensibilissimo clitoride e ad insinuarsi nelle profondità della mia gattina,in pratica mi stava scopando usando la lingua. Da parte mia ero in preda a sensazioni squassanti,mi sentivo calda,il mio corpo trasudava piacere le mani correvano qua e là,stropicciandomi le tettone e strizzandomi i capezzoli con tutta la forza,lì distesa sul letto di un motel con un giovane toro fra le cosce mi contorcevo come posseduta e lì ebbi nuovamente un orgasmo alluvionale uno tsunami di umori,che il mio giovane amante ricevette in pieno viso e bevve come un assetato alla fonte.Finalmente venne il mio turno di passare all'azione,mi alzai,vidi in uno specchio il mio corpo sudato e voglioso,vidi il mio amante alle mie spalle cingermi e dolcemente baciare la mia nuca e soppesare le mie tettone stringendole fra le sue grosse mani,mi voltai lo guardai e capii che null'altro da oggi in poi ci avrebbe divisi,lo baciai mentre le mie mani esploravano il suo corpo,sentivo i suoi muscoli potenti e tesi,mordicchiai e baciai i suoi capezzoli cosa che lo fece mugolare come lui aveva fatto mugolare me,leccai e baciai i suoi addominali scolpiti,e finalmente scesi trovandomi di fronte il suo gigantesco arnese,lo afferrai tra le mani e lo segai nonostante fosse già pienamente eretto,cercai di capirne le dimensioni,dedussi che fosse lungo almeno 30 centimetri(e mi chiesi come fosse possibile che il mio amante potesse essere così ben dotato,quando una mia amica sessuologa affermava che le misure erano ben minori) e largo,beh,non saprei dire solo che la mia mano non riusciva a cingerlo e fra le dita c'erano alcuni centimetri di distanza. Con una mano lo brandivo a mò di scettro e con l'altra tastavo le sue grosse palle pelose,alzai lo sguardo verso di lui,lo vidi giustamente fiero della sua imponente(ed è dire poco)virilità,poi come giunta ad un primo traguardo imboccai quel bastone di carne dura dapprima soffermandomi sulla lucida e rossa cappella assaporandone il sapore maschio e poi con uno sforzo sovrumano cercai di ficcarmi in bocca anche il resto dell'asta,giunta a metà mi parve che la mia mascella si frantumasse da tanto si era allargata,ma continuai a spingere mentre il giovane stallone ragliava di godimento,per darmi più forza spostai le mie mani sul magnifico sedere del mio amante affondando le unghie nelle sue marmoree natiche,il mio respiro era affannoso ma volevo portare a compimento quell'impresa e quasi ci riuscii ospitando in bocca e in gola per oltre tre quarti quel magnifico esemplare di pisellone e massaggiandone l'asta con la mia lingua umida.L'estrazione del suo spadone dal mio esofago non fu meno faticosa e concluse la fase infuocata dei preliminari.Ora stava per giungere l'atteso momento nel quale i nostri due corpi si sarebbero uniti.Lo stallone era pronto,si mise su di me dominandomi con la sua mole,con le dita si accertò che la mia micetta fosse lubrificata a dovere(era un lago bollente,a dirla tutta)poi mi penetrò e lo fece in un solo,potente e devastantemente doloroso colpo, io urlai con tutto il fiato in corpo,fu come ricevere una lancia rovente sentivo quel palo che mi squartava,sentivo le tettone che stavano per esplodere,io urlai di nuovo,lo implorai...di non fermarsi,io godevo con tutta me stessa la mia gattina infiammata era allagata di umori più di prima,ogni botta era un orgasmo ed ogni volta il suo cazzone sembrava arrivare sempre più in profondità,io non ero più in possesso delle mie cognizioni,non sapevo quanto sarebbe durata(e francamente non mi importava) mi ripresi solo quando lui venne la prima volta e lo fece venendomi dentro,con i fiotti caldi di sborra che si mischiavano con i miei umori.Mio dio urlai,finalmente veniva anche lui,ne fece talmente tanta che la mia fica la colava fuori e ancora ne fece venendo nella mia bocca. Ero spossata e indolenzita,guardai un orologio erano le 17 più o meno,cazzo tre ore da quando avevamo iniziato (con mio marito al massimo tre minuti) e lui sempre in tiro(da un 19enne ci sarebbe da aspettarselo,direte voi), infatti non era minimamente sazio ed io con lui,si distese sul letto con il suo spadone dritto e duro come marmo,io allora lo cavalcai come una amazzone ninfomane, volevo piegarlo, stroncarlo con la mia passione con la mia anima e il mio corpo o almeno morire(di piacere) tentando, ci volle un altro paio d’ore prima che venisse ancora,due ore durante le quali lo montai come si monterebbe uno stallone ma lui implacabile usò il mio corpo a suo piacimento come se fossi una bambola,due ore di assoluto godimento alla fine delle quali venne ancora dentro la mia fica e la mia bocca. A quel punto pensai di avere un po’ di tregua ma non fu così il mio amante era instancabile,dolcemente mi sussurrò all’orecchio: “sei pronta per il secondo atto?”, sulle prime non capii,lui insinuò una mano nel solco del mio culetto allora ebbi la precisa idea di ciò che mi attendeva ancora,chiesi solo un attimo per chiamare mia a casa per dirle che tardavo e subito tornai fra le braccia del mio giovane uomo. Iniziò dolcemente come sua abitudine coprendo di baci e leccatine il mio corpo poi si mise alle mie spalle,potei sentire tutta la sua prorompente potenza virile appoggiata alla mia schiena,si inginocchiò con il viso all’altezza del mio popò,con le mani allargò le mie natiche e con la lingua iniziò una danza attorno al mio buchino ungendolo a dovere con la sua saliva mentre con le dita bagnate degli umori della mia già colante fichetta provvedeva ad ammorbidire l’anello di carne. Nonostante tutto questo la penetrazione fu sconvolgente, mai provato tanto dolore nemmeno durante il parto,ogni colpo sembrava la fine del mondo le mie urla dovevano ascoltarsi in tutta Roma,ma non avrei scambiato quei momenti con niente altro anche perché una volta passato il dolore iniziale la salita verso l’apice della lussuria fu appassionata e appassionante,mi guardavo nello specchio che stava accanto al letto vedevo il mio volto trasfigurato dal piacere vedevo il mio lui(ormai è il mio lui)con lo sguardo spietato e i muscoli tesi sfondarmi a dovere,sentivo il suo cazzo(si si si il suo magnifico durissimo enorme cazzo!!!)nella mia pancia,lo sentivo sempre più su quasi uscirmi dalla bocca, cambiammo più volte posizione ma non tolse mai il cazzo dal mio culo e alla fine crollammo entrambi sulla moquette ormai fradicia del nostro sudore e del nostro amore, lui venne ancora,mi venne nel culo sentivo i suoi getti nelle viscere e non provavo vergogna a goderne.Alla fine della serata lui mi fece dono ancora una volta della sua sborra e lo fece allagando ancora la mia gola del suo seme rovente come lava. Tornai a casa dai miei bambini che rimasero un po’ straniti nel vedere la mamma “leggermente” affaticata ma pensarono che avessi lavorato troppo(in effetti…) e fecero i buoni.


Francesca N, 52 anni, Roma

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