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In ufficio con il direttore ( 13-06-2015 )
Racconto di fantasia per adulti. I personaggi sono immaginari. Non c'è nessuna corrispondenza nella realtà.

Era l'ultimo giorno di Luglio. Lalia, una giovane venticinquenne, si stava preparando per andare in ufficio per l' ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze estive. Poiché in ufficio avevano preparato una piccola festa prima di chiudere i battenti per le ferie estive, decise di vestirsi con abiti sexy e provocanti. Lalia era una bella ragazza dai capelli neri sciolti, occhi neri, labbra morbide e gambe snelle. Per l'occasione si era messa una maglietta con sotto un reggiseno trasparente che metteva in risalto i suoi seni sodi, una gonna corta con spacco laterale e scarpe alte. In quel periodo, era fidanzata con Manlio, un trentenne ingegnere disoccupato, e abitava a casa di lui. Lei salutò il fidanzato baciandolo sulla bocca e si diresse nel parcheggio a prendere la sua auto. Un vicino, cinquantenne, appena la vide corse per aprirle la portiera dell'auto. Lalia sorrise, allora il vicino con una mano toccò la sua coscia e lei immediatamente gli diede uno schiaffone. Sul viso del vicino rimasero i segni delle cinque dita della ragazza. Poi lei salì in macchina, accese i motori e se ne andò. In ufficio, Lalia svolgeva le mansioni di segretaria e notò che in corridoio c'era un collega che guardava intensamente le sue cosce e la sua scollatura. La ragazza fece finta di nulla e continuò il suo lavoro. Alla fine della giornata di lavoro, tutti i dipendenti e i dirigenti andarono in salone per festeggiare. Nel salone c'erano bevande analcoliche, salatini e una piccola torta. Lalia stava assaggiando un pezzo di torta, quando fù convocata nell'ufficio del direttore. Con fare deciso la ragazza entrò, si sedette su una poltrona imbottita, accavallò le gambe e rimase in attesa. Il direttore sistemò alcuni fogli sulla scrivania e poi si rivolse a Lalia. “E' il suo giorno fortunato signorina, può avere la posizione di quadro nella mia azienda e il conseguente aumento di stipendio, ma prima deve accettare alcune mie condizioni se vuole quel posto” disse il direttore. “La voglio come amante perchè è una bellissima donna oltre a essere brava professionalmente. E mi deve fare da segretaria personale durante le mie trasferte per lavoro. Se accetta, l'aumento di stipendio è suo” concluse il direttore. Lalia ci pensò per alcuni minuti. Alla fine prese una decisione. Si alzò dalla poltrona, si sedette sulle gambe del direttore baciandolo sulla bocca. “Era quello che desideravo da tanto tempo” concluse. Lalia spinse la sua lingua nella bocca del direttore e lui intrecciò la sua lingua con la lingua della ragazza. Poi lui le tolse la maglietta e il reggiseno e con tutte e due le mani strinse con forza i capezzoli della ragazza. Lei emise un gemito di piacere. Lui la prese per i fianchi e la fece sdraiare sulla scrivania. Le accarezzò le cosce, mise una mano sotto la spaccatura della gonna e le tolse la mutandina. Subito iniziò a leccare le grandi e piccole labbra della ragazza per terminare con lo strofinamento del clitoride. La ragazza urlò di piacere e lui si sbottonò i pantaloni e infilò il suo pene nella vagina avanzando lentamente e profondamente. Lalia ebbe l'orgasmo e lui continuò a premere il suo pene sulle pareti interne della vagina. Infine la mise a pancia in giù e dopo averle leccato l'ano, mise lentamente il suo pene nell'ano della ragazza. Lalia dapprima urlò poi gridò di gioia, mentre il direttore spingeva il suo pene sempre più all'interno dell'ano. Ebbero l'orgasmo insieme e lui inondò l'ano della ragazza con il suo sperma. Rimasero uniti per lunghi minuti, poi si rivestirono e si salutarono. Lalia era eccitata e contenta di aver fatto sesso con il suo direttore, ed era ancora più contenta per l'aumento di stipendio. Ritornata a casa decise di non dire nulla a Manlio. Dopo solo poche settimane, Lalia ruppe il fidanzamento con Manlio e andò a convivere con il suo direttore. Oggi è la moglie del direttore ed è madre di due bambini.

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