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Sonia e Gianni - CHE SORPRESA AL CAR SEX! ( 18-04-2014 )
Ciao a tutti, sono ancora Gianni. Dopo quella sera da Rosa e Salvo siamo stati più di due settimane senza scambiarci. Avevamo intenzione di ricambiare l'invito e ne stavamo parlando in macchina, di ritorno, a seguito di una visita a parenti, da una paese vicino. Era la stessa strada del car sex che frequentavamo. qualche chilometro prima, curioso se fosse frequentato pure la domenica - era il 9 febbraio 2014 - lo dissi a Sonia. "Se sei proprio curioso......" rispose lei. "Ma tu nel caso saresti disposta a farti fottere stasera?" "Non sono nemmeno le 9,00 chi vuoi che ci sia a quest'ora". Notammo solo una macchina ed eravamo ad una trentina di metri. Ci fermammo. Eravamo indecisi, era tutto un fuori programma. Ci fecero il segnale di disponibilità. "Che facciamo?" dico. Silenzio. "Ho capito, hai voglia di un cazzo nuovo" "Fai come vuoi". Risposi al segnale e loro fecero il contro segnale. Era la prassi. Ci affiancammo e restammo di ghiaccio. Anche loro. Anche se al semibuio come non facevamo a non riconoscere Tiziana e Paolo? E come facevano loro a non riconoscere noi? "Che mortificazione! Certo che hai avuto proprio una bella idea! E adesso?" Sussurrò Sonia. "Perché loro?" La più mortificata era Tiziana: aveva le mani sul volto. Perché? Tiziana è mia cugina, figlia del fratello di mia madre. Mi pare il momento giusto di parlare di lei e dei nostri rapporti di cugini, svelando cose che mia moglie non sa. Siamo cresciuti assieme, abitando, le nostre famiglie, nello stesso caseggiato. Ha avuto da sempre un debole per me. Da ragazzi ero il suo tutore, nel senso che i suoi genitori, quando era ragazza, non avendo un fratello maggiore, non la facevano nemmeno uscire se non fosse con me. Lei aveva 18 anni- ha la stessa età di Sonia - io 22. Era una ragazza normale. E' più bella e sensuale ora che ha 44 anni che allora. Certo, da ragazzini giocavamo a marito e moglie e magari per gioco ci toccavamo, ma roba da ragazzini. Attraversò un momento di gelosia quando io presi a frequentare Sonia. Che acrobazie quando lei incominciò a frequentare Paolo! Suo marito. Non potevo lasciarli da soli per tanto tempo, né io potevo rientrare a casa senza di lei. Tanto per dirvi della confidenza tra di noi, una mattina, trovandoci entrambi da soli a casa, venne da me (spesso tenevamo le porte dei rispettivi appartamenti aperte). "Posso chiederti una cosa? "Certo...Ho capito, devi uscire con Paolo e ....." "No" "E allora?" "Mi vergogno un po ma te lo devo chiedere" "Dai, che aspetti?" "Tu e Sonia come vi baciate?" Restai stupito. "Come sarebbe a dire come ci baciamo" "Voglio dire.... vi baciate con la lingua?" "Come se no? Perché cosa vuoi dire che tu....." "Che vuoi? non mi dire che......" Era rossa e sorrideva impacciata. "non ti senti preparata? Vieni che te lo faccio vedere" dissi avvicinandomi a lei. Si vergognava. "Tanto siamo cugini di che ti preoccupi?" dissi convincendola. Unimmo le nostre labbra. Mi staccai leggermente per dirle di dischiuderle. Lo fece. Intrufolai la lingua esplorando la sua bocca. La sfilai e le dissi di attorcigliare la sua alla mia. Con un succhio poi attirai la sua nella mia bocca succhiandola avidamente e altrettanto fece lei con la mia. Quella stessa sera si appartò con Paolo e, ritornando a casa, le chiesi come era andata. "Mm, non c'è male" risponde arrossendo. Di tanto in tanto le chiedevo se fosse il caso di fare un ripasso. lo facemmo più volte. Una volta, mentre ci baciavamo, portai la sua mano sulla mia patta e lei si ritrasse. "Che fai? Monellaccio! fattelo toccare dalla tua fidanzata". Fu l'ultima volta fino a quando, dopo qualche anno, quattro giorni prima del suo matrimonio, dopo la festa che gli amici avevano organizzato per l'addio al nubilato e al celibato, non andammo un po oltre. (loro si sono sposati cinque mesi prima di noi). Dopo la festa, in piena notte, mezzi brilli, ritornando a casa, naturalmente lei con me, dopo aver accompagnato Sonia a casa sua, ci soffermammo qualche minuto parlando della serata e di come ci eravamo divertiti. Ancora accaldati, non so come, sicuri entrambi che quello sarebbe stato veramente l'ultimo, ci baciammo. Ci baciammo ancora finché lei non impugnò il mio cazzo ed io presi a giocare con il suo clitoride. Ci masturbammo a vicenda godendo come matti. E' stato sempre il nostro segreto. Almeno fino ad oggi. Ritorniamo a quella sera al car sex. L'imbarazzo e la mortificazione erano totali. L'indecisione regnò per una ventina di minuti. Ognuno aveva i propri motivi. Di più, naturalmente, Tiziana. Per ovvi motivi. Paolo, solo per la situazione di disagio della moglie in quanto a Sonia l'avrebbe scopata con piacere. Sonia in quanto Paolo le era da sempre antipatico. Infine io non sapevo proprio cosa dire e cosa fare. La situazione si sbloccò quando Paolo disse: "Scusate, a questo punto potremmo pure andare a casa nostra o a casa vostra" "Bella idea! Sei proprio un genio! Ancora più imbarazzante. Non ti rendi conto di niente" disse Tiziana. A risolvere tutto fu proprio lei. Infatti scese dalla loro auto e salì, dietro, sulla nostra. Quindi rivolgendosi a Sonia disse: "Bene, tanto che siamo due puttane ormai lo sappiamo tutti e quattro" "E' evidente che siamo due puttane, ma capisco la situazione in cui vi trovate tu e Gianni" rispose mia moglie. Alla fine, per risolvere tutto definitivamente, rivolgendomi a mia moglie, dissi: "E va bene, tu vai di là, Tiziana ed io, in ogni caso, ne abbiamo di argomenti di famiglia di cui parlare". Paolo l'aspettava già sul sedile posteriore. Lei scese e lo raggiunse. Io, a mia volta, passai dietro sedendomi vicino a Tiziana. "Di che dobbiamo parlare?" disse più che imbarazzata. Sorridemmo. Mi andò lo sguardo verso l'altra auto: Paolo non perse tempo e prese a palpare mia moglie. Lo dissi a Tiziana. Si girò e disse: "Per loro è più facile". Li vedemmo baciare. Le feci rigirare il viso verso di me e tenendo la mano sulla sua guancia, accarezzandola, le dissi: "Che ne dici se facciamo una ripassata?" Rise ricordando. "Scemo che....". Intrufolai la lingua nella sua bocca e, dopo un attimo di indecisione, "Mmmmmmm" bisbigliò. Me la succhiò delicatamente e poi sentii la sua intrecciarsi alla mia. Mi staccai. "Meno male che ci siamo allenati da ragazzi". Rise. Risucchiai la sua lingua in bocca e presi a palparle le tette. Cugini o non cugini, la carne è carne e il piacere è piacere. Presi a giocare con la lingua sul suo orecchio e sospirò forte di piacere. presi la sua mano e la portai sulla mia patta. Questa volta non la ritrasse. Per pochi secondi non fece niente. Poi prese a tastare il cazzo già duro. "Ricominciamo da dove abbiamo lasciato allora?" dissi."Ricordi ancora?Che scemi che siamo stati quella notte! Vero?" Ci ribaciammo con bramosia e intrufolai la mano sotto la gonna fino a raggiungere la fica sopra le mutandine. "Quella volta avevo una voglia di scoparti che non hai nemmeno l'idea" sussurrai. Sussurrò pure lei: "Già che ci siamo ti faccio una confessione" "Cioè" "Sognavo sempre di farlo con te. Se non fossi stata vergine chissà.." Ormai il ghiaccio era più che sciolto e subito ci ritrovammo seminudi, lei con il cazzo in mano a segarmelo lentamente, io a cincillarle il clitoride. "Te lo ricordi il mio cazzo?" Rise. "E tu la mia fica?" La feci distendere e mi tuffai col viso fra le sue cosce. Prese a gemere e a roteare il bacino. "siii. Ahaaa" "Ti piace farti leccare la fica?" "Si, siii. E mi piace che me la stai leccando tu" "Chissà quante lingue ti sei gustate. Vero? Tante?" "sii. Tante. mi piace quando me la leccano. Ahaaa". Il ritmo del suo bacino divenne più frenetico. "Godi?" "Sii, siii, ci sono. Mi fai impazzire. Ci sonooo. Godo, godoooo. Ohooooo". Si rimise seduta e riprese il cazzo fra le mani. Mi sistemai in ginocchio, sul sedile, a cavallo delle sua cosce e se lo sistemò fra le tette. "Che belle tettone che ti ritrovo!" "Ti piacciono?" "Cazzo! Sono più eccitanti ora che allora" "Davvero?" "Si, ora che sei vecchia" "Scemo! Vecchia io?" Al che prese a leccare la cappella finché non lo liberai dalle tette e prese a farmi un gran bel pompino. "Porca miseria che pompinara! Che troia! Certo che ti sei fatta una bella esperienza a succhiare cazzi" "Pensa alla troia di tua moglie che a quest'ora si starà facendo rompere il culo da mio marito" "Sii?" "Proprio" "E a te piace farti inculare?" "Mmm" "Chissà quanti ne avrai presi in culo?" "Pensa a quanti ne ha presi tua moglie". Faccio un calcolo rapido. "Col mio sette". Sorride mentre mi lecca le palle. Alza gli occhi per guardarmi. "Io di più" risponde. "Calcola pure il mio perché adesso te lo voglio sfondare. Che cugina vacca! Chi se lo immaginava?" Si mise supina e tirò su le gambe, le cosce e il bacino. la sua fica e il suo culo erano a mia completa disposizione. Ma che culo! "Tizià, come ce l'hai largo! Ma che cazzi hai preso?" Al che appoggiai la cappella e con un colpo di reni, senza nessuna resistenza, lo feci entrare fino alle palle. "Siiii. Che bello!" dice guardandomi con malizia. Presi a giocare con la sua fica con le mani: con la sinistra gliela tenevo aperta e con la destra afferrai il clitoride strofinandolo forte. "Ahaaaaa. Si così mi piaceeee. Continua, continua. Che cugino bravo. Mi fai impazzire". Il cazzo entrava e usciva che era una meraviglia. Si alzò leggermente sulle spalle. "Ti piace guardare mentre ti rompono il culo?" "Siii, ohoooo. Si, che bello!" Le strinsi ancora di più il clitoride. "Ohooooo. Siiii. Si. Ahaaaaa" Capii che stava per godere e cercai di stuzzicarla. "Ma che cazzo hai preso di recente nel culo?" Si agitava tutta. "Che bellooooo Ci sonoooo" "Era bello grosso il cazzo che hai preso?" "Si, sii. Bello grossooo. Oh godooo. Si, un bel cazzone nero" "Brava, brava la mia cuginetta" dissi quando si placò. Nel mentre glielo sfilai dal culo e glielo misi nella fica. Sospirò di piacere."Un cazzone nero?" "Si. Siii. Sfondami la fica. Si un cazzone nero e grosso che nemmeno te lo immagini. Si, continua a stantuffarmi. Si, proprio ieri mattina. Ohoo, si continua a chiavarmi. Che belooo!" "Ti sei divertita allora ieri mattina?" "Si, siii. Sapessi. Pure ora mi sto divertendo" "E tuo marito lo sa che ti sei fatta sfondare da un cazzone nero?" "Nooo. E' un segreto. Lui non lo deve sapere". Non resistevo più. Che troia! Più troia di mia moglie. "Ci sono. Ti vengo dentro?" "No, in bocca. Ti voglio in bocca" disse cambiando posizione. Lo prese in bocca segandolo velocemente finché non ingoiò tutta la sborra. Ci rilassammo per qualche minuto. "Allora? Questo cazzone nero?" Chiesi mentre ci rivestivamo, immaginando mia moglie alle prese con un cazzone del genere. Sorrise imbarazzata. "No, no. Adesso mi vergogno. Mentre godevo era più semplice. Ma cosa sto a dire? Ma cosa vuoi sapere? Perché vuoi sapere le mie cose?" Ridemmo insieme. "Perché vuoi sapere le mie cose? Continuò. "Casomai me lo dici un'altra volta. Tanto chissà quante volte scoperemo ancora". Sentimmo Sonia e Paolo che uscirono dalla macchina. Chiusero la portiere e aprirono quelle della nostra. Paolo sedette tenendo le gambe fuori. Sonia sulle sue cosce. Sorridevano. Allora?" Disse Paolo. "Tutto O.K." gli fece eco Sonia. "E voi?" Dissi io. "Tutto a posto, ce la siamo spassata. L'imbarazzo maggiore era per voi" disse Paolo. Tiziana mi guardò e sorrise. "Ce la siamo spassata pure noi". "Ma lo sai che Paolo non è poi così antipatico?" Disse mia moglie mentre tornavamo a casa.

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